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In Puglia e Basilicata

La Puglia spende 60mln per palazzo non a norma

La Puglia spende 60mln per palazzo non a norma
di NICOLA PEPE 
La Regione spende 60 milioni di euro per un palazzo non in regola con le più recenti norme antismismiche. E paga 9 milioni di parcella per un progetto che ritiene «irregolare» o addirittura «pilotato». La contraddizione sul bando di gara per la costruzione della nuova sede della Regione Puglia è tutta lì, negli atti a disposizione di tutti. A tutto ciò si aggiungono adesso due ricorsi amministrativi: uno al Tar e l'altro al Consiglio di Stato
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03 Maggio 2009

BARI - La Regione spende 60 milioni di euro per un palazzo non in regola con le più recenti norme antismismiche. E paga 9 milioni di parcella per un progetto che ritiene «irregolare» o addirittura «pilotato». La contraddizione sul bando di gara per la costruzione della nuova sede della Regione Puglia è tutta lì, negli atti a disposizione di tutti. Da un lato, l’amministrazione fa una gara per assegnare i lavori utilizzando il progetto redatto da un team di progettisti guidato dallo studio Valle di Roma; dall’altro, si costituisce parte civile nel processo contro i commissari di gara che scelsero quella stessa proposta ritenendo che non vi è dubbio sul fatto che il «procedimento amministrativo sia stato pilotato». A tutto ciò si aggiungono adesso due ricorsi amministrativi - uno al Tar e l’altro al Consiglio di Stato - che vorrebbero rimettere tutto in discussione, dal progetto alla gara stessa. 

LA GARA E I RICORSI - Ma procediamo con ordine. Nel 2002, la vecchia amministrazione di centrodestra pubblicò il bando per la progettazione della nuova sede della Regione. Furono presentate otto offerte, e la proposta dello studio «Valle» di Roma (associata con altri progettisti locali) ottenne il primo posto. La valutazione fu però in parte bocciata dal Tar che accolse parzialmente il ricorso di un altro concorrente, l’ing. Michele Cutolo, il cui progetto scalò di due posizioni, passando dal quarto al secondo posto. Tale risultato fu confermato anche dal Consiglio di Stato. Tutto risolto? Macchè. Parallelamente al procedimento amministrativo, fu avviato quello penale che scaturì dopo una denuncia presentata dall’arch. Luigi Corriero. 

L’INDAGINE PENALE - L’inchiesta penale ha portato all’incriminazione dell’intera commissione esaminatrice della Regione e di uno dei progettisti. In primo grado, il processo si è definito con l’assoluzione dei commissari, il rinvio a giudizio di un altro membro della commissione, Salvatore Sansò e con la condanna a sei mesi dell’ing. Angelo Sticchi Damiani. Contro la sentenza è stato proposto appello dalla procura e dalla stessa Regione: l’udienza è fissata tra qualche settimana. Come si evince dalle posizioni della Regione (e dell’ing. Cutolo anche lui costituito parte civile) la procedura che avrebbe portato all’ag - giudicazione del progetto a favore dello studio Valle sarebbe stata viziata. La valutazione fu eseguita dai commissari con il sistema del «confronto a coppie» che prevede - per ogni coppia di progetti - giudizi singoli e segreti da parte di ciascun commissario. Nel caso del progetto Valle su 366 valutazioni eseguite, tutti però ebbero lo stesso identico esito positivo, circostanza questa che gli stessi legali della Regione definiscono «assurda » e «semplicemente impossibile a verificarsi in un concorso di tale importanza e complessità». Sul punto, i giudici amministrativi non hanno contestato nulla. 

20 MILIONI IN PIÙ - La procedura di progettazione è andata avanti: e, nel frattempo, sono intervenute alcune modifche progettuali che hanno fatto lievitare i costi di oltre 20 milioni di euro. Una coincidenza? Per il professionista che ora ha presentato i due ricorsi (al Tar e al Consiglio di Stato), e che essendo il secondo classificato punta evidentemente ad aggiudicarsi la gara, tale sforamento del budget è frutto di errori commessi nel progetto preliminare. In pratica, secondo il ricorrente, si sarebbe trattato di un escamotage per tenere ridotto al di sotto della soglia dei 40 milioni il costo dell’opera al fine di agevolare lo studio Valle di Roma che, diversamente, non avrebbe potuto partecipare alla gara. 

LE INTERCETTAZIONI - A condire la vicenda, sono anche le intercettazioni telefoniche allegate al procedimento penale. Critiche nei confronti di progetto (parliamo almeno di quello esistente nel 2004, epoca di «ascolto» delle conversazioni) vengono espresse dallo stesso ing. Tommaso Valle nel corso di un colloquio con un professionista barese al quale manifesta i suoi dubbi precisando come «con questa cosa ci sputtaniamo in tutta Italia» e che «è meglio pagare le penali ma questo progetto va rimesso a posto». La parcella che spetta ai progettisti è di oltre 8 milioni di euro: più del doppio rispetto a quella originaria di 3 milioni parametrata a un costo lavori di 40 milioni di euro. 

NORME ANTISISMICHE - La relazione allegata al progetto esecutivo - ora alla base della gara per i lavori - contiene una serie di specifiche che riguardano i «nuovi » costi. Si tratta di adeguamenti alle norme o ottimizzazioni della proposte progettuali emerge a seguito di richieste dell’amministrazione. Ma ora emergono una serie di dubbi, a cominciare dall’ade guamento delle normative antismiche: l’opera prevede il rispetto di parametri previsti da un decreto del 2005, che è stato però modificato con un altro provvedimento del 14 gennaio 2008. Si parla di differenze consistenti: le nuove direttive prevedono sezioni di pilastro maggiori di quelle attuali. In soldoni, potrebbe significare altri 4-5 milioni di euro di costo, probabilmente da concedere in «variante».
NICOLA PEPE
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