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Sanità Puglia, occhi puntati su un appalto

Sanità Puglia, occhi puntati su un appalto
di MASSIMILIANO SCAGLIARINI
BARI - Nell’informativa al tribunale del Riesame accuse all’ex assessore Tedesco di essere intervenuto sull’Asl di Bari per favorire l’impresa Matarrese. Avrebbe voluto che fosse affidato senza gara d’appalto l’incarico di realizzare i lavori all’esterno dell’Ospedale Cotugno, che ospiterà il nuovo oncologico.
Gli interrogatori dei dirigenti Asl
La replica: «Tedesco non ha mai fatto pressioni sui funzionari Asl»

01 Maggio 2009

di Massimiliano Scagliarini

BARI - L’apertura era stata già promessa esattamente 10 anni fa. Ora, e pare che sia la volta buona, si parla di dicembre. Dopo due appalti e una lunga serie di problemi, peraltro non tutti risolti, il nuovo ospedale Oncologico di Bari sarà costato poco più di 50 milioni. Una goccia nel mare della sanità pugliese, una storia - complessa - che si interseca con l’inchiesta su Alberto Tedesco. Indicativa, molto indicativa, di quale sia il tenore delle accuse mosse dalla Dda di Bari all’ex assessore regionale.

Nell’informativa presentata al tribunale del Riesame i carabinieri accusano Tedesco di essere intervenuto sull’Asl di Bari per favorire l’impresa Matarrese: secondo la tesi accusatoria l’assessore avrebbe voluto che ai costruttori baresi fosse affidato «in estensione» (cioè senza gara d’appalto) anche l’incarico di realizzare i lavori di sistemazione esterna. Siccome non riusciva in questo intento, dicono gli investigatori, Tedesco avrebbe chiesto al direttore generale Lea Cosentino di rimuovere dall’incarico due funzionari della Asl.


Vediamo i fatti. Nel 2005 l’impresa Matarrese si aggiudica l’appalto da circa 20 milioni per rifare il Cotugno. Nell’autunno del 2008, quando è ormai chiaro che l’inaugurazione non sarà a dicembre come aveva promesso Nichi Vendola, si pone il problema di completare l’allestimento esterno dell’ospedale (un altro milione e mezzo). Tedesco, dice agli inquirenti il direttore sanitario Alessandro Calasso, voleva dall’Asl «una delibera di estensione» dei lavori all’impresa Matarrese, e nel contempo chiese di rimuovere i due funzionari «che seguivano delle procedure di cui non davano conto a lui».


Nell’informativa dei militari Tedesco è dipinto come una sorta di grande burattinaio. Più che agire in prima persona, viene «evocato» dal suo segretario Mario Malcangi che lo chiama «il capo» e ne «interpreta» i desiderata. L’ex assessore entra in scena due volte: una, per discutere con l’imprenditore Rana di modifiche al Piano sanitario che - ha accertato l’inchiesta interna della Regione - non verranno mai fatte. L’altra, per invitare Malcangi alla cautela («Ti prego di fare attenzione a quello che dici al telefono») quando parla con gli imprenditori.


Torniamo all’Oncologico e alla storia dei lavori di completamento. Nonostante le presunte pressioni di Tedesco finisce che l’Asl, il 24 ottobre, bandisce la gara d’appalto. La gara viene aggiudicata il 25 novembre per 1,1 milioni a una ditta di Gravina. I due funzionari sono ancora al proprio posto.


Tedesco, dicono i funzionari dell’Asl agli inquirenti, fa pressioni per «velocizzare» i lavori al Cotugno. Perché lo fa? A questa domanda le carte non rispondono. Ma nell’ambiente tutti sanno che sul futuro dell’Oncologico si è giocata - e si gioca ancora - una partita a due fronti. Da un lato ci sono da gestire le assunzioni di personale (l’assessore Fiore ha tentato di trovare i soldi con un emendamento al bilancio, che non è passato). Dall’altro, c’è il problema della vecchia sede, che appartiene alla Cbh e che l’ospedale avrebbe dovuto liberare lo scorso anno: per risolvere il problema la Regione ha dovuto approvare una legge con cui concede un prolungamento dei termini per l’accreditamento alla clinica privata Mater Dei. Ogni mese di ritardo nel trasferimento costa alla Regione alcune decine di migliaia di euro.


Di fronte al Riesame gli inquirenti non si spingono ad ipotizzare che l’ex assessore e il suo segretario possano aver ricevuto una contropartita dagli imprenditori. Le parole di Malcangi sembrano, in effetti, più un esercizio di potere nei confronti dei manager delle Asl: Malcangi chiama per informarsi su un appalto, per velocizzare una delibera, per sbloccare un pagamento, discute di accreditamenti. Rana, quello che chiede (invano) a Tedesco di modificare il Piano sanitario, chiede a Malcangi di intervenire presso un’Asl per farsi pagare una fattura.


Questo è il quadro. Nel fascicolo della Dda di Bari sulla sanità pugliese sono indagate una quindicina di persone. Il 6 febbraio, dopo che l’Ansa batte la notizia del suo coinvolgimento nell’indagine, l’assessore Alberto Tedesco si è dimesso dall’incarico. Lette le carte, la domanda è: perché lo ha fatto?

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