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Intesa tra sindacati e Ilva: mille euro ai cassintegrati

Intesa tra sindacati e Ilva: mille euro ai cassintegrati

di FULVIO COLUCCI
TARANTO - Sarà il momento difficile dell’acciaio, sarà l’estate difficile che si appresta a vivere l’Ilva - 6mila 700 cassintegrati da giugno, il taglio del 70 per cento alla produzione - ma ieri il Gruppo Riva e i sindacati sono riusciti a trovare l’accordo sull’una tantum da erogare ai lavoratori in cassa integrazione. Una trattativa difficile durata quasi l’intera giornata che ha visto al tavolo i vertici dell’azienda e i segretari generali di Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm Uil: Franco Fiusco, Giuseppe Lazzaro e Rocco Palombella.

01 Maggio 2009

di FULVIO COLUCCI

TARANTO - Sarà il momento difficile dell’acciaio, sarà l’estate difficile che si appresta a vivere l’Ilva - 6mila 700 cassintegrati da giugno, il taglio del 70 per cento alla produzione - ma ieri il Gruppo Riva e i sindacati sono riusciti a trovare l’accordo sull’una tantum da erogare ai lavoratori in cassa integrazione. Una trattativa difficile durata quasi l’intera giornata che ha visto al tavolo i vertici dell’azienda e i segretari generali di Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm Uil: Franco Fiusco, Giuseppe Lazzaro e Rocco Palombella.

Per ora i sindacati mantengono comunque la cautela parlando di «ipotesi di accordo sul sostegno al reddito». L’intesa verrà illustrata nei prossimi giorni ai lavoratori «nelle assemblee che si terranno in tutto lo stabilimento». Un lavoratore in cassa integrazione non percepirà, comunque, meno di mille euro. 

Ma cosa dice questa ipotesi di accordo? Come dicevamo i dettagli sono pochi. Si legge nella nota inviata da Fiom, Fim e Uilm: «L’ipotesi di accordo sottoscritta dalle parti a fronte dell’aggravamento della crisi e del conseguente aumento del numero dei lavoratori in cassa integrazione con l’effettiva inagibilità della rotazione bisettimanale, risponde alle richieste avanzate all’azienda da Fiom, Fim e Uilm e dà risposte concrete ed esigibili alla difesa della retribuzione dei lavoratori».

«L’ipotesi di accordo - prosegue la nota sindacale - rappresenta una parziale rispsosta a quanto la crisi sta producendo e di conseguenza Fim, Fiom e Uilm già a partire fdalle prossime assemblee avvieranno una discussione con i lavoratori in grado di individuare, di concerto con Cgil, Cisl e Uil, tutte le iniziative a sostegno delle ragioni dello sviluppo. Le parti hanno concordato di proseguire il confronto sulle ricadute organizzative e produttive dello stabilimento di Taranto nella prevista riunione della nuova procedura di cassa integrazione che si terrà nei primi giorni di maggio, mentre rimane confermato per il prossimo 13 maggio l’incontro delle segreterie nazionali e del coordinamento Ilva riguardante il tema del contratto integrativo di gruppo».

La trattativa sull’integrativo, nella quale si iscriveva il confronto relativo al bonus per i lavoratori cassintegrati, è stata lunga e difficile. Partita dopo la firma dell’accordo separato sulla cassa integrazione, firmato separatamente dalla Fim Cisl, inizialmente portava in sé le scorie di una netta differenza di vedute tra le sigle sindacali. La Fiom Cgil puntava ad una integrazione salariale che aiutasse mensilmente i lavoratori in esubero a raggiungere livelli di stipendio simili a quelli garantiti prima dell’avvio della cassa. Diversa, invece, la posizione della Uilm che non aveva firmato l’accordo sulla cassa integrazione di 4mila unità perché voleva agganciarlo proprio ad una intesa sull’integrativo e il trattamento salariale dei cassintegrati. L’accordo di ieri scioglie un nodo importante.

Il prossimo appuntamento è con la trattativa per la cassa integrazione di 6mila 700 lavoratori a partire dal primo giugno. Il pacchetto si presenta complesso perché integrato dalla chiusura, a partire dal 10 maggio, dell’altoforno numero 2 e dal drastico taglio alla produzione (70 per cento).


TARANTO – Le segreterie provinciali Fim, Fiom e Uilm di Taranto hanno sottoscritto con la direzione dell’Ilva un’ipotesi di accordo sul tema del sostegno al reddito dei lavoratori in cassa integrazione ordinaria che interesserà dal 10 maggio prossimo complessivamente 6.700 dipendenti (attualmente sono 4.800). 

Per la durata della cassa integrazione - a tempo indeterminato – è previsto un tetto minimo di retribuzione comprensiva degli assegni familiari. L'ipotesi d’accordo verrà illustrata ai lavoratori nelle assemblee che si terranno nei prossimi giorni. 

I sindacati hanno concordato di proseguire il confronto con l'azienda sulle ricadute organizzative e produttive nella prevista riunione della nuova procedura di cassa integrazione che si terrà nei primi giorni di maggio, mentre rimane confermato per il 13 maggio l’incontro delle segreterie nazionali e il coordinamento Ilva riguardante il contratto integrativo di gruppo.

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