Domenica 14 Agosto 2022 | 02:08

In Puglia e Basilicata

Taranto, Carrozzo dal Pd passa al Pdl

Taranto, Carrozzo dal Pd passa al Pdl
di MARCELLO COMETTI
TARANTO - “Cialtroni”, “irresponsabili”, “analfabeti”, “immorali”, “gente dal dubbio equilibrio umano e mentale”. Epiteti a raffica fuoriescono dalla bocca di Gaetano Carrozzo (dieci anni consigliere regionale per il Pd) nel corso della sua prima conferenza stampa dopo l'avvenuto passaggio con il Pdl in appoggio alla candidatura di Domenico Rana

30 Aprile 2009

di MARCELLO COMETTI

TARANTO - “Cialtroni”, “irresponsabili”, “analfabeti”, “immorali”, “gente dal dubbio equilibrio umano e mentale”. Epiteti a raffica fuoriescono da un Gaetano Carrozzo insolitamente poco incline alla sua algida, tagliente oratoria e più propenso ad un attacco all'arma bianca verso tutti i suoi nemici, di oggi e di ieri. E l'elenco dei nemici, come quello degli epiteti, è cospicuo: da Florido a Stefàno, da Boccia a Cito, per finire con la stratega del terzo polo, quella Poli Bortone oggi resa “politicamente impresentabile” dall'aver accettato la “proposta indecente” di allearsi con l’ex telepredicatore di At6.

La prima conferenza stampa di Gaetano Carrozzo e del suo gruppo dei Riformisti (con lui la Carrino, Laruccia e Mancini) dopo l'avvenuto passaggio con il Pdl in appoggio alla candidatura di Domenico Rana, ha un che di surreale. Sentir dire a chi è stato testimone di fatti epocali nella storia della sinistra italiana e tarantina che le proprie candidature saranno presentate all'interno della lista fittiana doc de “La Puglia prima di tutto” regala per un attimo un senso di vertigine, di straniamento. Anche se, a ben vedere, quella di Carrozzo è – dal suo punto di vista – la confessione estrema di un uomo di sinistra che ha tentato sino all'ultimo di raggiungere l'unità politica del centrosinistra, senza riuscirci. O, se si preferisce, la confessione di un uomo che ha cercato di imporre le proprie idee trovandosi sempre di fronte un muro invalicabile: dapprima chiedendo ai Ds le primarie per la scelta del candidato sindaco, poi chiedendo agli stessi Ds, dopo il primo turno delle comunali, di desistere al ballottaggio; poi, ancora, cercando di convincere il sindaco Stefàno ad essere veramente il sindaco di tutti, e di non prendere la tessera di Rifondazione a qualche giorno dalla sua elezione; infine, ingaggiando con Stefàno e con Boccia un braccio di ferro sulla legittimità del contratto sui Boc, conclusosi con l'estromissione dalla Giunta dello stesso Carrozzo e dell'assessore Carrino.

Per tutti questi motivi oggi Carrozzo – mentre gongola nel commentare la sentenza che annulla il contratto di emissione dei Boc, potendo a giusta ragione dire “io li avevo avvertiti per tempo” - si sente di dire che ogni tentativo con il centrosinistra è morto e sepolto, e che “l'unica possibilità di contribuire al governo del territorio e della rilegittimazione della politica era collegarsi allo schieramento di governo che con ogni probabilità vincerà le elezioni provinciali. Uno schieramento importante, che sta dando una più che dignitosa prova di governo a livello nazionale e che soprattutto non gioca a perdere, almeno questa volta. Perchè io, di giocare a perdere, francamente mi sono stancato...”. Ora la strada è tracciata: contribuire all’affermazione di Rana «e all’urgente liberazione del Comune dalla Giunta Stefàno», nonchè alla «necessità assoluta di uno stretto raccordo col Governo nazionale per tutelare Taranto». E se si dovesse andare al ballottaggio, che tipo di alleanze ipotizza Carrozzo? «Niente apparentamenti - taglia corto l’ex vice sindaco - ed eventuali alleanze solo con qualche forza presentabile del terzo Polo, non certo con Cito».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Lascia un commento:

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Carica altre news...

 

PODCAST

 

PRIMO PIANO

 
 
 
 
- News dai Territori -
 
Editrice del Mezzogiorno srl - Partita IVA n. 08600270725