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In Puglia e Basilicata

E' pugliese (di Taranto) il numero 2 della Fiat

E' pugliese (di Taranto) il numero 2 della Fiat
TARANTO - Alfredo Altavilla, 45 anni, top manager di Fiat, da novembre del 2006 è amministratore delegato di Fiat Powertrain Technologies e responsabile per le alleanze industriali del settore automobilistico. È tarantino. Ed è lui che, con Sergio Marchionne, amministratore delegato della Fiat, ha giocato la partita a scacchi con gli americani che porterà il gruppo di Torino al vertice della casa di Detroit.

30 Aprile 2009

di MARISTELLA MASSARI

TARANTO - C’è un’anima pugliese dietro l’accordo tra Fiat e Chrysler a cui, con tutta probabilità, sarà la stessa Casa Bianca oggi a dare l’«imprimatur».

Alfredo Altavilla, 45 anni, top manager di Fiat, da novembre del 2006 è amministratore delegato di Fiat Powertrain Technologies e responsabile per le alleanze industriali del settore automobilistico. È tarantino. Ed è lui che, con Sergio Marchionne, amministratore delegato della Fiat, ha giocato la partita a scacchi con gli americani che porterà il gruppo di Torino al vertice della casa di Detroit. Per fare un paragone con quel calcio che gli è tanto caro, se volessimo azzardare, potremmo dire che è un Ibrahimovic dell’economia. Il centravanti dell’Inter non è scelto a caso. Altavilla, legato anima e cuore alla grande casa di Torino che con la Juventus è tutt’uno, è in realtà uno dei più accesi tifosi nero-azzurri. C’è chi è pronto a giurare di avergli sentito lanciare le sue invettive contro la «signora» addirittura dalla tribuna vip del Delle Alpi.

Membro del «gec», general executive council, il «sancta sanctorum» a cinque (Marchionne compreso) che governa Fiat, Alfredo Altavilla è nato con l’automobile nel Dna. La sua famiglia aveva a Taranto una concessionaria di Lancia e Autobianchi. A due anni, l’amministratore di Fiat Powertrain riempiva fogli, quaderni e muri con sagome di automobili. Diplomato all’istituto tecnico commerciale Pitagora, è stato uno dei tanti protagonisti della nota e tanto amara fuga di cervelli. Dopo la scuola Altavilla lasciò la Puglia e Taranto per studiare alla Cattolica Economia e Commercio a Milano. Qualche mese dopo la laurea, sulla sua strada incontrò la Fiat e fu subito colpo di fulmine.

In città torna per passare un po’ di tempo con la famiglia, quando gli impegni internazionali lo permettono. L’anno scorso, dopo anni di anonimato, Taranto si ricordò di lui assegnandogli un importante riconoscimento. Quando Altavilla giunse in città per ritirarlo, lanciò una campagna contro l’immobilismo, l’indifferenza della città e dei tarantini, abituati alla presenza della grande industria che in tanti casi ha soffocato lo spirito imprenditoriale e tante buone intenzioni. Si congedò lanciando un accorato appello ai politici. «Venite in Fiat - disse a destra, come a sinistra -, e fate le vostre proposte». Nessuno ha mai prenotato un treno per Torino...

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