Mercoledì 17 Agosto 2022 | 13:36

In Puglia e Basilicata

Alluvioni in Capitanata Manca piano emergenza 

Alluvioni in Capitanata Manca piano emergenza 
di FILIPPO SANTIGLIANO
Si chiama Programma provinciale di previsione e prevenzione. E’ uno strumento che individua le aree sensibili e ad alto rischio. Un piano di emergenza insomma per fronteggiare le calamità naturali. L’elaborazione del piano spetta all’Amministrazione provinciale di Foggia (per la Capitanata, ovviamente), ma al momento è solo un auspicio. Del piano si è discusso nove mesi fa. L’ente aveva promesso di presentarlo entro settembre 2008. Ma non c’è traccia.

30 Aprile 2009

di FILIPPO SANTIGLIANO

FOGGIA - Le polemiche pre elettorali a volte sono utili perché fanno venire fuori quei colpi di scena che l’ordinario non assicura. Così, grazie alla famosa seduta straordinaria del Consiglio provinciale di Foggia a Serracapriola per discutere dell’emergenza alluvione, la giunta Pepe e la sua maggioranza sono costretti sulla ritirata politica quando un consigliere dell’Italia dei valori, che ha regolarmente votato l’ordine del giorno finale con tutti i consiglieri, ricorda i ritardi dell’Amministrazione provinciale di Foggia a proposito della preparazione del piano provinciale di emergenza, ovvero della mappa per individuare i punti sensibili e non farsi sorprendere, come è accaduto due volte in cinque mesi, dalle calamità naturali.

«Le difficoltà che il maltempo sta causando sotto i nostri occhi dovrebbero vedere noi politici impegnati in decisioni e provvedimenti, anziché in sterili ed inutili polemiche. Mi riferisco alle dichiarazioni del capogruppo Popolo della libertà, Paolo Mongiello, sulla minoranza che, a suo dire, avrebbe finalmente abbandonato la prassi delle polemiche e delle strumentalizzazioni, per assumere un profilo di serietà e responsabilità istituzionale. Certe sue affermazioni sono gratuite e descrivono una minoranza diversa da quella che realmente è», afferma Massimo Colia, capogruppo dell’Italia dei valori a Palazzo Dogana.

Sembra una reazione pre elettorale, invece sotto sotto c’è qualcosa di concreto. E’ lo stesso consigliere provinciale a ricordarlo: «Lo scorso 14 gennaio, ad esempio, presentai io, consigliere di minoranza, richiesta di riconoscimento dello stato di calamità naturale. Sono passati nove mesi da quando ho sollecitato con un’interrogazione l’adozione del Programma provinciale di previsione e prevenzione e del Piano provinciale di emergenza. Si tratta di strumenti indispensabili per prevedere, prevenire ed affrontare con la massima efficienza le diverse calamità naturali, ma ad oggi la mia richiesta è ancora disattesa».

Nove mesi sono tanti e dovrebbero tuttavia essere anche sufficienti per preparare il piano delle emergenze che, da quel che si è capito, è uno strumento indispensabile anche alle unità di crisi della Protezione civile presso la Prefettura di Foggia. Se si sa in anticipo che l’area del nord Tavoliere è quella più sensibile alle esondazioni o che c’è il rischio di mareggiate devastanti nella riviera sud, forse è possibile - meteo alla mano - prevedere e prevenire le ricadute del rischio.

Ecco, sarebbe opportuno, al prossimo Consiglio provinciale, presentare il Piano delle emergenze per segnare effettivamente quella discontinuità tanto sbandierata dal centrodestra legittimato a governare dal voto popolare. Presentare il piano delle previsioni e di prevenzione delle emergenze, peraltro, rafforza la Capitanata che - è opportuno ricordarlo - è stata completamente dimenticata dalle «Istituzioni alte» in questa emergenza. Il resto sono parole.

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