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Mafia, archiviazione per premier Djukanovic

Mafia, archiviazione per premier Djukanovic
Il quattro volte premier del Montenegro è accusato di essere stato ai vertici di un’associazione mafiosa finalizzata al traffico internazionale di sigarette che avrebbe agito dal 1994 al 2002 tra il Montenegro, l’Italia e l’Europa. Rilevato il difetto di giurisdizione poiché gode dell’immunità diplomatica. Il montenegrino dovrebbe essere designato dal presidente Vujanovic a guidare il nuovo governo dopo le recenti elezioni politiche

29 Aprile 2009

BARI - Il quadro accusatorio resta intatto ma nei confronti dell’imputato non si può procedere per difetto di giurisdizione: si è conclusa così, con una richiesta di archiviazione, l’indagine della procura antimafia di Bari sul due volte capo dello Stato e quattro volte premier montenegrino Milo Djukanovic, accusato di associazione mafiosa finalizzata al traffico internazionale di sigarette di contrabbando.

Djukanovic, 46 anni, secondo le previsioni dovrebbe essere designato a breve dal presidente montenegrino, Filip Vujanovic, a guidare il nuovo governo dopo le recenti elezioni legislative vinte con largo margine dalla coalizione Spd di Djukanovic, che si è aggiudicata 48 degli 81 seggi del parlamento nazionale.
Nell’atto inviato al gip, che dovrà ora decidere se archiviare, i pm inquirenti Giuseppe Scelsi e Eugenia Pontassuglia sosterrebbero che gli elementi d’accusa raccolti nel corso delle indagini non sono venuti meno e non sono stati modificati neppure dalle dichiarazioni rilasciate dall’indagato nel corso dell’interrogatorio reso a Bari il 28 marzo 2008. Tuttavia, nei suoi confronti non può essere esercitata l’azione penale perchè egli gode dell’immunità diplomatica.

Per il difensore del politico montenegrino, Enrico Tuccillo, con la richiesta di archiviazione “è stata registrata la verità dei fatti”. “Djukanovic – afferma Tuccillo – esce da questa vicenda con una doppia vittoria. Da un lato, infatti, la richiesta della procura di Bari giuridicamente riconosce che il Montenegro è Stato sovrano, dall’altro è che, nonostante la immunità di cui egli godeva, Djukanovic ha spontaneamente voluto recarsi presso i procuratori della Repubblica italiana per chiarire gli avvenimenti di quel delicato momento storico”.

Proprio in quel delicato momento storico, l’ex premier è accusato di essere stato ai vertici di un’associazione mafiosa finalizzata al traffico internazionale di sigarette che avrebbe agito dal 1994 al 2002 tra il Montenegro, l’Italia e l’Europa, riciclando milioni di euro in Svizzera, a Cipro e in altri paradisi fiscali.

In sostanza, la Dda di Bari contesta a Djukanovic di aver concesso al cittadino svizzero Franco Della Torre (a giudizio in un altro processo) la licenza per importare in Montenegro tabacchi (1.000 tonnellate al mese) che poi, tramite i canali del contrabbando, sono stati introdotti in Puglia (a bordo di 'scafi blù) e da qui in Europa; di aver agevolato il traffico illecito tramite la società a partecipazione pubblica 'Zeta Trans'; di aver garantito, tramite i vertici della polizia montenegrina, che i motoscafi dei contrabbandieri attraccassero a Zelenica e a Bar, e di aver dato protezione ai latitanti italiani che si rifugiavano in Montenegro.

Ovviamente – ritiene l’accusa – l'ex primo ministro non avrebbe agito da solo: si sarebbe avvalso di molti complici, tra questi l’ex ministro Miroslav Ivanisevic per il quale è stato chiesto il rinvio a giudizio assieme a Dusanka Pesic in Jeknic.
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