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In Puglia e Basilicata

6a Provincia, BAT contro Bari «Ecco come Milano ha diviso il patrimonio»

6a Provincia, BAT contro Bari «Ecco come Milano ha diviso il patrimonio»
di RINO DALOISO 
Dall’8 giugno le Province di Monza e Fermo (al debutto) potranno cominciare a funzionare. Risorse e sedi ci sono. Al contrario di quello che accadrà in Puglia. Niente soldi e niente sedi: tutti da dividere i beni tra le Province «madri» di Bari e Foggia e appunto quella «figlia» di Barletta-Andria-Trani

29 Aprile 2009

BARLETTA - «Chi ben comincia è alla metà dell’opera». Recita così un vecchio adagio. E forse non c’è vicenda, come quella dei beni da dividere tra le Province «madri» di Bari e Foggia e quella «figlia» di Barletta-Andria-Trani per la quale il motto calzi così a pennello. Dall’8 giugno, infatti, le Province di Monza e Fermo (al debutto come quella di Barletta, Andria, Trani) potranno cominciare a funzionare. Risorse e sedi ci sono. Mancano presidenti e consiglieri. A sceglierli, naturalmente, provvederanno gli elettori. Ma i prescelti dal popolo sovrano in Lombardia e nelle Marche sapranno dove insediarsi e su quali risorse contare. Al contrario di quello che accadrà qui. Niente soldi e niente sedi. Altro che «stanza dei bottoni»!

Il candidato presidente che vincerà la competizione si ritroverà una macchina malmessa e senza carburante. Una prospettiva non propriamente esaltante per lui e per i cittadini (400mila circa) di Nord Barese e Sud Foggiano, che attendevano da decenni il varo della nuova Provincia. «Eppure bastava muoversi per tempo ». Lo sottolinea Attilio Gavazzi (Forza Italia), già presidente della commissione bilancio di Palazzo Isimbardi, dove ha sede la Provincia di Milano, e ora vice presidente del consiglio provinciale. «Si tratta di un lungo cammino - sottolinea - che ha avuto inizio nel febbraio 2006, con l’insedia - mento della commissione di lavoro per la divisione patrimoniale e del personale per la Provincia di Monza e Brianza, di cui ho fatto parte».

E poi, cosa è successo?

«In Lombardia abbiamo vissuto una esperienza negativa, quando è stata varata la Provincia di Lodi. E’ s t at a istituita il 6 marzo 1992 con lo scorporo di 61 Comuni dalla Provincia di Milano. Ebbene, per la divisione del patrimonio e del personale con la Provincia di Milano si è aperto un contenzioso che si è chiuso solo dieci anni dopo».

Insomma, la poco esaltante prospettiva che sembra aprirsi qui in P u gl i a .

«Non so come stiano le cose da voi. Certo è che quella esperienza ci è servita per non commettere gli stessi errori. Così già da due anni, all’inter no del bilancio della Provincia di Milano, è stato redatto un bilancio specifico per la Provincia di Monza Brianza. Un bilancio “vir tuale”, che ci è servito come guida per redigere i bilanci successivi e procedere per tempo allo “scorporo” delle risorse dalla Provincia di Milano alla Provincia di Monza ».

In che modo?

«E’ stata individuata la percentuale di patrimonio da trasmettere in successione a Monza, il 19,16%, e sulla base di quello si è proceduto. La dote finanziaria del nuovo ente ammonta a 291milioni 182mila euro. Un patrimonio che consiste in edifici, strade, arredi e d opere d’arte. Sono poi 475 i dipendenti che sono stati trasferiti alla Provincia di Monza, che è diventata proprietaria dei pacchetti azionari delle varie soceità partecipate della Provincia di Milano: il 10% delle azioni di Alsi, il 20% di Bea, il 31,3% di Agintec, il 16,58% di Sviluppo Brianza. Tutto questo per un valore di 14 milioni 698mila euro».

C’è altro?

«Sì. A Monza è andato anche il 5,33% di Cem Ambiente, il 12,5% di Idra Patrimonio, il 4% di Ianomi spa per circa 30 milioni di euro. E’ stato poi trasferito il 19,16% dell’Asam (Azienda sviluppo acqua e mobilità) che vale 127milioni 797mila euro».

E’ stato difficile compiere queste oper azioni?

«Partendo per tempo e mettendosi d’accordo sui criteri da adottare, non molto». Il presidente della Provincia di Bari, Vincenzo Divella, in disaccordo con i sindaci della sesta Provincia pugliese, ritiene che il Palazzo della Provincia a Bari non debba essere valutato a prezzi di mercato. Voi come avete proceduto? «Palazzo Isimbardi è stato valutato a prezzi di mercato».
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