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In Puglia e Basilicata

Cerignola, la sconfitta  dell'odiato autovelox

Cerignola, la sconfitta  dell'odiato autovelox
di STEFANO TATULLO
Il motivo in questo caso è che il prefetto aveva sì autorizzato l’installazione del rilevatore, affidandone però l’utilizzo e la gestione alla polizia municipale. Il Comune invece li aveva affidati a dei privati – nella fattispecie l’Aci di Foggia – con il che riconoscendo agli operatori di quell’azienda una funzione di pubblico ufficiale che evidentemente non compete loro

29 Aprile 2009

di STEFANO TATTULLO
CERIGNOLA - E così il moloch è stato sconfitto. Le macchine grigie e fredde che per mesi e mesi hanno sparso il terrore fra gli abitanti di Margherita di Savoia e di Cerignola, oltre che fra ignari viandanti provenienti dai comuni viciniori e dalle zone limitrofe, finalmente sono state bloccate e messe in condizione di non più nuocere. Ora su quelle strade gli automobilisti possono passare senza essere più presi dall’oscuro tremore che li prendeva quando sentivano di essere vicini al mostro e alla sua persecuzione implacabile. Come abbiamo letto sulla Gazzetta, il prefetto di Foggia, dott. Antonio Nunziante, ha disposto che entro trenta giorni venga rimosso l’impianto di controllo e rilevazione elettronico, vulgo autovelox, installato dal Comune di Margherita di Savoia sulla strada provinciale 141 delle saline in direzione Barletta. Il provvedimento ha fatto seguito al rigetto del ricorso presentato dal sindaco del comune salinaro avverso il verbale notificatogli ad agosto scorso dal comando della Polizia provinciale di Foggia, il quale contestava al primo cittadino di avere installato e messo in esercizio l’autovelox su una strada di pertinenza dell’amministrazione provinciale senza l’auto - rizzazione della giunta provinciale. Oltre alla reiezione del ricorso, il prefetto ha comminato al primo cittadino una sanzione amministrativa di 1.506,50 per l’infrazione commessa. 

“C’è un giudice a Berlino!” hanno esclamato con il mugnaio di Federico II di Prussia i cittadini salinari e dei comuni viciniori, mentre tutti insieme levavano le braccia al cielo in segno di giubilo e ringraziamento. “Un Danile, sì, un Daniele!” hanno poi proseguito con lo Shylock shakespeariano che finalmente si vede riconosciuta giustizia (per poco, per la verità) dal dottore della legge Baldassarre-Porzia nel tribunale veneziano. In questi giorni le stesse esclamazioni ricorrono sulle labbra dei cittadini cerignolani (e, anche qui, dei Comuni viciniori) i quali ricorrendo allo stesso prefetto e al giudice di pace (mai titolo fu più meritato) si sono visti accogliere i ricorsi contro le multe prese per colpa dell’autovelox posto sulla statale “16” appena fuori città in direzione Foggia. 

Il motivo in questo caso è che il prefetto aveva sì autorizzato l’installazione del rilevatore, affidandone però l’utilizzo e la gestione alla polizia municipale. Il Comune invece li aveva affidati a dei privati – nella fattispecie l’Aci di Foggia – con il che riconoscendo agli operatori di quell’azienda una funzione di pubblico ufficiale che evidentemente non compete loro. Questa volta per il sindaco non c’è stata una sanzione amministrativa, ma visti i risultati della convenzione con l’Aci, il primo cittadino si è affrettato a cambiarla. Per il prefetto Nunziante invece si sono levati in tutto il Basso Tavoliere cori possenti che invocavano “Santo subito! Santo subito!” Queste reazioni popolari potranno apparire esagerate, ma le stesse saranno comprese (e, ne siamo certi, condivise) se si considera che a migliaia, decine di migliaia, ammontavano le raccomandate in busta verde recante l’intestazione “Atti giudiziari” recapitate – spesso due, tre volte – nelle case non solo del sud della provincia, ma anche del nord, e dell’intera regione, e di quelle limitrofe, e perfino di terre lontane ad automobilisti che candidi si erano trovati a passare per queste zone belle sì ma amare, tanto amare. 

Le multe non erano di 40, 50 euro, che uno dice fra i denti delle cose che non si riesce a capire però paga e buon pro (diciamo così) gli faccia al sindaco. No; qui i verbali erano di 150, 200, 400 euro e più. Una cosa che un poveraccio si vedeva lo stipendio intaccato (se ce l’aveva), o dimezzato proprio. Quelle multe minacciavano l’unità famigliare. C’erano signore inavvertite che passavano ridenti davanti al mostro di ferro ma l’occhi freddo della macchina mutava il riso in una smorfia di angustia quando a casa arrivava la raccomandata verde e il marito leggeva 165 euro, ed è chiaro che aveva da fare le sue rimostranze (diciamo così). E le rimostranze diventavano ululati quando poi leggeva che gli (a lui) venivano tolti 5 punti della patente perché il veicolo era a lui intestato. Quelli che seguivano erano giorni cupi per la casa. E diventavano dilaniati quando poco tempo dopo arrivava u n’altra busta verde (un colore ormai odiato) in cui la polizia urbana comunicava u n’altra infrazione con 396 euro di multa e 10 punti di patente commessa da autoveicolo intestato a lei, che però quel giorno guidava lui. Il tempo dirà quante separazioni, quanti divorzi hanno causato le macchine mille volte maledette. Il cittadino pagava; dicendo fra i denti cose che non si riusciva a capire, il cittadino pagava. E mentre pagava si chiedeva: ma come? Ma perché? Come si fa a mettere su una strada che dobbiamo fare per forza tutti i giorni un limite di 50 chilometri all’ora, o anche 40? Come si fa a rispettarlo? E perché lo si mette? Non sarà perché (il cittadino è esacerbato, bisogna capirlo) i sindaci hanno trovato un modo comodo e facile per fare cassa? E perché hanno tanto bisogno di soldi? Sì, certo, sono dei politici; ma non sarà anche perché i trasferimenti del governo centrale si sono così drasticamente ridotti? Insomma, con chi dobbiamo prendercela? Il cittadino rimugina e mugghia, e prega che un modo ci sia per sfuggire al flagello di quelle fredde divinità maligne operanti meritatamente sul ciglio della strada. Finché il prefetto di Foggia non rigetta il ricorso del sindaco di Margherita, e gli fa a lui la multa (questa è nemesi) mentre il giudice di pace di Cerignola accoglie tutti i ricorsi contro la polizia municipale, cioè contro il sindaco che ha voluto la macchina rovina famiglie. C’è un giudice a Berlino! Un Daniele, sì, un Daniele! Ora a Cerignola, il moloch grigio e freddo è stato disattivato e ricoperto con un telo di incerata. In paese però c’è chi giura che nella copertura, all’altezza dell’oc - chio di tonno della telecamera, c’è un piccolo foro quasi invisibile. E passandoci davanti la gente continua a rallentare a passo d’u o m o. Chi ha avuto addosso l’acqua bollente resta scottato per sempre.
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