Domenica 14 Agosto 2022 | 12:21

In Puglia e Basilicata

Petruzzelli, «Si avvii la causa collettiva» Cosa ne pensi? VOTA

Petruzzelli, «Si avvii la causa collettiva» Cosa ne pensi? VOTA
di NICOLA SIGNORILE
«Finalmente si dice che il teatro Petruzzelli è già di proprietà pubblica». L’avvocato Luigi Paccione, tra i promotori della «class action procedimentale» sul teatro ricostruito non si aspettava questa grossa mano d’aiuto. A venire inaspettatamente in soccorso dell’azione legale di massa è l’Avvocatura generale dello Stato con il parere consegnato al commissario governativo, Angelo Balducci. I legali romani consigliano di consegnare il teatro al ministro Biondi e non alla famiglia Messeni Nemagna, se non dietro un risarcimento di 13 milioni di euro. Un conferma per la class action.
Ecco il testo del parere dell’Avvocatura generale
Pesce (Idv): cartoline a Bondi per protesta

01 Maggio 2009

di NICOLA SIGNORILE 

Non se l’aspettava questo assist dai legali dello Stato, Luigi Paccione. Ma non si scompone l’avvocato barese che insieme ai colleghi Alessio Carlucci e Nicola Favia ha promosso la «class action procedimentale» per il riconoscimento della proprietà pubblica del Teatro Petruzzelli.

La class action - sottoscritta da centinaia di cittadini - non comporta un nuovo esproprio, ma muove dal presupposto che il politeama faccia già parte del patrimonio pubblico. Ora, dopo il parere dell’Avvocatura generale dello Stato che consiglia al commissario governativo per la ricostruzione Angelo Balducci di riconsegnare il teatro al governo e non agli eredi Messeni Nemagna né alla Fondazione lirica, «c’è finalmente un primo timido tentativo - dice il legale barese - di prospettare la possibilità giuridica che il teatro sia già di proprietà del Comune. È questa la tesi che con la class action sosteniamo sin dall’inizio, totalmente inascoltati dal ceto politico che dietro gli apparenti conflitti si accordava sul tema unitario del mito della proprietà privata del teatro».

Avvocato Paccione, l’Avvocatura dello Stato vi dà una bella mano...

«Con soddisfazione notiamo che l’Avvocatura prospetta ora questa possibilità che è stata oggetto di specifici atti di diffida notificati al ministro Sandro Bondi e al sindaco Michele Emiliano cui sono seguiti esposti alla procura della Repubblica. Abbiamo anche chiesto l’impeachment del ministro Bondi».

L’impeachment? In che senso?

«Con un esposto chiediamo che intervenga il Tribunale dei ministri sul caso Petruzzelli».

Che succede ora, dal punto di vista della vostra iniziativa legale di massa?

«Credo che il parere sia un fatto importante perché recupera la centralità del discorso giuridico rispetto al dominio del discorso svolto dai politici di tutte le posizioni».

Indifferentemente nel centrosinistra e nel centrodestra? Come è possibile?

«C’è un mondo politico che ha usato il teatro come vetrina autopromozionale: chi voleva inaugurarlo a tutti i costi entro il novembre scorso e chi per contrapposte ragioni di visibilità ostacolava questo disegno. In mezzo a questa logica deviante c’è la comunità con i suoi interessi, cioè la garanzia che i soldi siano utilizzati per le opere pubbliche e non per l’accrescimento di patrimoni privati».

L’Avvocatura dice che i Messeni Nemagna per ottenere il teatro devono rimborsare lo Stato dei 13 milioni di maggiori spese sostenute per la ricostruzione. La famiglia replica sostenendo che il costo dei lavori decisi durante l’esproprio non possono essere addebitati a loro, che non li hanno mai approvati». 

Che ne pensa?

«I Messeni Nemagna difendono il loro interesse, del tutto legittimamente. E perciò non mi piace commentare la loro posizione. Ma ora l’aspetto positivo della evoluzione della vicenda è che per la prima volta l’Avvocatura generale riferisce della possibilità che il teatro sia già del Comune di Bari. Resto sorpreso per il fatto che questa tesi non venga ancora ad oggi sostenuta dal Comune di Bari che pure è stato raggiunto dai nostri atti di diffida».

Ma il parere romano implica che sia il Comune a dover risarcire il ministero dei 13 milioni di euro, nel caso diventasse proprietario del teatro per effetto della convenzione del 1897.

«Quando parla di possibile proprietà comunale, l’Avvocatura dello Stato fa riferimento solo alla calusola dell’incendio e svolge un ragionamento puramente erariale, ma mi sembra che questa apertura sul tema specifico sia da salutare positivamente».

Ci saranno nuovi atti, adesso, per la class action?

«Sì, in effetti abbiamo in calendario nuove iniziative che renderemo pubbliche non appena saranno varate. Speravamo che la questione si risolvesse grazie alle autorità pubbliche, constatiamo però che occorre ancora la nostra supplenza».
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Lascia un commento:

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Carica altre news...

 

PODCAST

 

PRIMO PIANO

 
 
 
 
- News dai Territori -
 
Editrice del Mezzogiorno srl - Partita IVA n. 08600270725