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In Puglia e Basilicata

Bollani: «Suonerò ispirandomi alla buona cucina pugliese»

Bollani: «Suonerò ispirandomi alla buona cucina pugliese»
Il pianista domani e giovedì al Piccinni di Bari per la Camerata. «Quando mi hanno detto che avrei suonato al Petruzzelli, ho accolto la notizia con soddisfazione, poi però sono sorte le difficoltà che tutti sanno e, oltre a dover spostare la data del concerto, si è reso anche necessario raddoppiarla perché le richieste erano tantissime. Sarà per un’altra volta, peccato»

28 Aprile 2009

di UGO SBISÀ 

«Quando mi hanno detto che avrei suonato al Petruzzelli, ho accolto la notizia con soddisfazione, poi però sono sorte le difficoltà che tutti sanno e, oltre a dover spostare la data del concerto, si è reso anche necessario raddoppiarla perché le richieste erano tantissime. Sarà per un’altra volta, peccato». È Stefano Bollani che parla. Il noto jazzista concluderà, domani e giovedì al Piccinni, la stagione della Camerata musicale barese con un doppio recital per pianoforte solo. E subito aggiunge: «ma non chiedetemi cosa suonerò perché non ci ho ancora pensato. Sicuramente un po’ di brani brasiliani, perché il Brasile è la mia passione del momento, poi deciderò in base al feeling col pubblico. Io sono uno che si lascia influenzare molto, dalle platee, dalle città, da quello che mangio. E in questo senso, credo che i baresi possano stare tranquilli, perché in Puglia si mangia sempre bene». 

A proposito di Brasile, è da poco in distribuzione il suo cd «Falando de amor». «Davvero? Sono sorpreso perché appartiene a una serie di cd che ho inciso all’incirca quattro anni fa solo per il mercato giapponese. Non ricordavo che dovessero uscire anche in Italia. Comunque, discograficamente parlando, il mio ultimo lavoro uscirà nel prossimo autunno: un album per la ECM inciso in trio con dei musicisti danesi». 

E invece, oltre ai dischi, quali nuovi progetti la attendono? «Molti concerti, fra i quali tre in duo con Chick Corea: a luglio saremo a Umbria Jazz, Ravello e Palermo». 

Un incontro singolare. Com’è nata l’idea? «Siamo partiti dall’idea di un duo con un grande pianista americano e avevamo identificato i nomi di Corea e di Herbie Hancock. Lo abbiamo proposto a Corea per primo e lui, dopo aver ascoltato i miei dischi, ha accettato con grande entusiasmo. Del resto, Chick è stato uno dei primi pianisti che ho ascoltato insieme con Hancok, Horace Silver e Oscar Peterson». 

Cosa farete assieme? «E chi lo sa, improvviseremo tutto al momento. Intanto ci scambiamo mail nelle quali lui mi parla del pianoforte, dei cd che ascolta e di quello che sta studiando. Ha un entusiasmo incredibile». 

E invece il duo con Veloso, lo riascolteremo? «Piacerebbe a me per primo. Dopo quel concerto, avrei potuto anche smettere di suonare, perché per me era il massimo e anche Caetano ha avuto parole molto lusinghiere per me. Ci sarebbe piaciuto incidere un disco assieme, ma talvolta le case discografiche, anziché agevolare la musica, le complicano la vita».
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