Martedì 16 Agosto 2022 | 15:59

In Puglia e Basilicata

Crisi Natuzzi: la Regione lavora per il salvataggio

Crisi Natuzzi: la Regione lavora per il salvataggio
di MANLIO TRIGGIANI 
Il verbale firmato al termine dell’incontro impegna la Prefettura di Bari, la Regione Puglia e le amministrazioni locali a rappresentare, a livello nazionale, la crisi del Distretto murgiano del salotto e, in particolare, quella che ha investito il gruppo Natuzzi per ottenere «l’immediata attivazione del tavolo nazionale». Entro il prossimo 10 maggio verrà discusso il piano industriale
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28 Aprile 2009

di MANLIO TRIGGIANI 

BARI - Un impegno istituzionale per salvare la Natuzzi e il comparto del salotto murgiano? Questo l’esito dell’in - contro della task force per il lavoro, che si è tenuto ieri in Prefettura, alla presenza del viceprefetto Donato Cafagna, assessori regionali, esponenti sindacali, vertici dell’azienda Natuzzi, sindaci di centri murgiani. In piazza della Libertà, 400 dipendenti, provenienti da Ginosa, Santeramo, Gravina e Laterza hanno manifestato. Il verbale firmato al termine dell’incontro impegna la Prefettura, la Regione Puglia e le amministrazioni locali a rappresentare, a livello nazionale, la crisi del Distretto murgiano del salotto e, in particolare, quella che ha investito il gruppo Natuzzi per ottenere «l’immediata attivazione del tavolo nazionale della task force per l’occupazione presso il Ministero dello Sviluppo economico con l’obiettivo di rifinanziare tutti gli strumenti previsti a livello nazionale per rilanciare il distretto e salvaguardare i livelli occupazionali». 

Non solo: la Regione, ieri rappresentata dal vicepresidente Sandro Frisullo e dall’assessore al Lavoro, Marco Barbieri, con la propria task force si impegnerà ad attivare il coordinamento con quella nazionale per definire «gli strumenti incentivanti regionali e le misure di sostegno al reddito di competenza regionale». Entro il 10 maggio le parti si incontreranno per esaminare il piano industriale con attenzione ai livelli occupazionali. Il 15 giugno termina la cassa integrazione straordinaria per 1.540 dipendenti che rischierebbero la mobilità. Ma allo studio ci sono iniziative- paracadute come la richiesta di ammortizzatori sociali in deroga, come ha spiegato l’assessore Barbieri, per ottenere i quali basterebbero circa tre settimane. Peraltro, il gruppo Natuzzi ha chiesto 3 milioni e 600mila euro di incentivi per un contratto di programma che prevede investimenti per innovazione di 11 milioni. 

L’assessore Barbieri ha sottolineato che gli incentivi e i sostegni economici all’azienda possono essere concessi a patto che siano salvaguardati i posti di lavoro. I rappresentanti aziendali hanno parlato di un esubero di 1.540 dipendenti ma anche di disponibilità a rivedere il piano industriale. Anche Frisullo ha chiarito che i fondi potranno arrivare ma a tre condizioni: sviluppo dell’occupazione; innovazione e investimenti. «Siamo alla fine del ciclo e Natuzzi deve uscire allo scoperto e chiarire la propria posizione» ha dichiarato il segretario regionale Cgil, Biagio Malorgio, posizione condivisa dall’omolo go della Uil, Alfonso Galliano. 
Il segretario regionale Cisl, Domenico Liantonio, ha chiesto la revisione del piano industriale. L’on. Ludovico Vico (Pd) ha sottolineato la necessità, per rilanciare il comparto, di istituire un distretto del legno e arredo e chiedere finanziamenti sulla base del la legge 181, che prevede la diversificazione produttiva. Sono intervenuti, fra gli altri, i sindaci di Altamura, Mario Stanca, di Santeramo, Vito Lillo e il consigliere regionale Michele Ventricelli.
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