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In Puglia e Basilicata

Le aziende che prelevano  acqua, pagheranno di più

Le aziende che prelevano  acqua, pagheranno di più
Legambiente Puglia palude agli interventi della Regione Puglia che ha aumentato i canoni per le aziende che imbottigliano acqua: «Un piccolo passo avanti ma ancora non basta». Il costo della concessione era di 1,033 euro per ettaro mentre ora il concessionario pagherà 50 euro

27 Aprile 2009

BARI -  «Un piccolo passo avanti ma ancora non basta»: così Legambiente Puglia commenta in una nota le recenti modifiche approvate dal consiglio regionale pugliese alle tariffe per la ricerca e l’imbottigliamento di acqua minerale e termale. 
Il dossier sulle differenze dei canoni di concessione in Italia, presentato da Legambiente e Altraeconomia il 17 marzo scorso ha sollecitato l’assessore all’Ecologia della Regione Puglia Michele Losappio ad apportare delle modifiche alle tariffe per la ricerca e per l’imbottigliamento dell’acqua. Infatti, secondo la legge regionale 28.05.1975 n.44, il costo della concessione era di 1,033 euro per ettaro mentre ora, secondo le modifiche apportate nei giorni scorsi alla legge, il ricercatore deve corrispondere una somma di 30 euro per ogni ettaro compreso nel permesso di ricerca, mentre il concessionario pagherà 50 euro per ogni ettaro destinato alla coltivazione o all’imbottigliamento. 

«Con questa modifica – affermano il presidente di Legambiente Puglia, Francesco Tarantini e il responsabile scientifico di Legambiente, Stefano Ciafani – la Regione Puglia si allinea alla media nazionale sui canoni per ettaro di concessione, ma manca ancora la definizione della tariffa per i metri cubi di acqua emunta o imbottigliata, come previsto dal Documento di indirizzo in materia di acque minerali naturali e di sorgente approvato dalla Conferenza delle Regioni il 16 novembre 2006, che individua criteri più onerosi rispetto al passato. Apprezziamo lo sforzo della Regione – concludono Tarantini e Ciafani – ma chiediamo di completare questa riforma dei canoni definendo anche un criterio di penalità per chi utilizza le bottiglie di plastica e di premialità per chi attua il vuoto a rendere».
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