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In Puglia e Basilicata

«Sul Piano dei Limiti il governo ci ha tradito»

«Sul Piano dei Limiti il governo ci ha tradito»
Non mancano le reazioni al no del Governo alla realizzazione per il momento della seconda diga sul Fortore, quella di Piano dei limiti. Il presidente dell’amministrazione provinciale chiede dei tavoli tecnici operativi. Le minoranze di centrosinistra parlano di beffa e tradimento da parte del governo.

27 Aprile 2009

Ha creato sconquasso non solo tra le forze politiche la notizia messa il rete dal ministro delle infrastrutture Altero Matteoli sulla impossibilità per il momento di reperire fondi per la seconda diga sul Fortore, ossia l’invaso di Piano dei limiti. La riduzione dei fondi del piano irriguo stabilita dal ministro dell’Agricoltura Luca Zaia in rinvio dell’opera da concentrare al reperimento dei finanziamenti nell’ambito della legge obiettivo, dilazione nel tempo un’opera sulla quale la Puglia e la Capitanata in particolare concentravano aspettative anche alla luce di quanto successo negli ultimi giorni, ossia l’alluvione che ha devastato i terreni di Subappennino e Alto Tavoliere.

Ma è davvero così o ci troviamo di fronte alla solita polemica sul colore dell’acqua, alla diga di Piano dei Limiti un po’ di centrodestra e un po’ di centrosinistra? Qui ci si trova di fronte ad un’opera dal costo di 275 mentre prima ne bastavano 118.

Non si è fatta attendere la replica della Provincia: "Stop alle polemiche, necessario utilizzare subito le risorse disponibili". Annunciato un primo vertice tecnico-operativo per la prossima settimana."La Diga di Piano dei Limiti rimane un'opera infrastrutturale strategica e centrale per il processo di sviluppo della Capitanata. Il dibattito che si è aperto attorno alla lettera inviata dal ministro delle Infrastrutture, Altero Matteoli, al governatore della Puglia, Nichi Vendola, e all'assessore regionale alle Opere Pubbliche, Onofrio Introna, va depurato dalle considerazioni politiche e dalle polemiche legate, forse, all'imminente tornata elettorale". E' questo il commento del presidente della Provincia di Foggia, Antonio Pepe, alla missiva con cui il ministro Matteoli ha comunicato alla Regione Puglia la rimodulazione dei fondi contenuti nel Piano irriguo nazionale e destinati alla realizzazione della Diga di Piano dei Limiti. "Per comprendere in maniera completa quale sia il vero significato della decisione assunta dal Governo - afferma il presidente della Provincia - è necessario leggere nella sua interezza la lettera del ministro. Il Consorzio per la Bonifica della Capitanata, Ente che ha redatto il progetto esecutivo, ha infatti informato il Governo che il costo per la realizzazione dell'invaso è lievitato da 118 milioni di euro (cifra stanziata nel lontano 2004 dall'allora ministro delle Politiche Agricole e Forestali, Gianni Alemanno, e mai utilizzata) a 275 milioni di euro. Il ministro Matteoli, inoltre, ha confermato formalmente l'impegno ad inserire la costruzione dell'invaso e le opere compensative per i comuni pugliesi tra le infrastrutture strategiche della 'Legge Obiettivo. Contestualmente, pur in presenza di un taglio alla iniziale dotazione finanziaria, il Governo sollecita la Capitanata ad utilizzare subito i 65 milioni di euro rimasti per realizzare tutte quelle opere connesse e complementari alla costruzione finale dell'opera". E' per questo che considero la comunicazione del Governo un'occasione che il territorio ha per dimostrare la sua capacità e la sua volontà di operare concretamente. In questo senso è mia intenzione, nelle prossime settimane, convocare una serie di incontri tecnico-operativi, a cominciare da un vertice già programmato a Palazzo Dogana tra martedì e mercoledì con i sindaci dei Comuni di Carlantino, Celenza Valfortore e Casalnuovo Monterotaro, il Consorzio per la Bonifica della Capitanata ed il presidente della Camera di Commercio".

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