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In Puglia e Basilicata

Europee, Pdl: Vernola è fuori

Europee, Pdl: Vernola è fuori
di BEPI MARTELLOTTA 
Però hanno trovato posto due consiglieri regionali del Pdl (l'azzurro Baldassarre e Silvestris di An). E il barese oggi minaccia: «Decideremo martedì il da farsi, di sicuro il mio sogno è continuare a impegnarmi per la mia regione a Bruxelles ma ove mi fosse impedito senza giustificazioni avrei grandi difficoltà a impegnarmi elettoralmente per il Pdl alle europee. Mi piacerebbe invece - sottolinea - dedicare lo stesso tempo ed energie alla mia città»

27 Aprile 2009

BARI - Strane coincidenze vogliono, in queste ore, esponenti Pd e Pdl sulla stessa barca. Sono quelle della lista Sud per le europee, che nel caso del Pd ha creato molti mal di pancia per la scelta del capolista De Castro (col conseguenziale salva-condotto al Senato per l’ex assessore regionale Tedesco) e, nel caso del Pdl, per l’esclusione di gran parte degli eurodeputati uscenti, tra i quali Marcello Vernola. 

Oggi, dunque, mentre De Castro sarà a Bari per lanciare la campagna elettorale e sedare le acque nel Pd, Vernola attenderà il verdetto finale sulla sua - ormai data per certa - esclusione dalla lista, dove invece hanno trovato posto due consiglieri regionali del Pdl (l’azzurro Baldassarre e Silvestris di An). Guarda caso, è l’eurodeputato uscente (ma ricandidato) Enzo Lavarra del Pd a stendere una mano nei confronti del collega azzurro penalizzato da Berlusconi. «Non spetta certamente a me giudicare le scelte relative alla formulazione delle liste del Pdl, è invece doveroso da parte mia dare atto a Vernola dell'impegno profuso da parlamentare europeo. Pur appartenendo a famiglie politiche contrapposte - dice - abbiamo lavorato insieme in una delle più importanti direttive europee sui limiti alle emissioni di diossina per attività come l'Ilva. Forse è proprio per questo che la sua esclusione, suona come una rappresaglia del Pdl verso chi ha a cuore il merito e non l'obbedienza al capo». 

L’ufficio di presidenza del Pdl si riunirà domani, ma già ieri al premier il coordinatore nazionale degli azzurri Verdini ha consegnato la lista dei 18 da candidare nel Sud, cui apportare le ultime limature. Vernola in quella lista pare non ci sia e l’eurodeputato, che chiuso l’accordo tra i Circoli della libertà e i Popolari per la Puglia ha messo in piedi delle liste autonome alle amministrative fiancheggiatrici del Pdl, oggi minaccia: «decideremo martedì il da farsi, di sicuro il mio sogno è continuare a impegnarmi per la mia regione a Bruxelles ma ove mi fosse impedito senza giustificazioni avrei grandi difficoltà a impegnarmi elettoralmente per il Pdl alle europee. Mi piacerebbe invece - sottolinea - dedicare lo stesso tempo ed energie alla mia città». Presagio, forse, di una sfida dell’ultim’ora su Bari e Provincia contro il Pd ma anche gli (ex?) alleati Pdl. Nessuna vendetta («nella mia cultura cattolica non c’è spazio per l’odio, ma solo per il dialogo e il confronto») ma almeno l’auspicio che «i vertici del partito spieghino i criteri» con cui sono state fatte le liste e che «ciascuno dei parlamentari uscenti riceva adeguate giustificazioni». 

Ieri Vernola ha ricevuto una telefonata di solidarietà solo dal candidato alla Provincia di Bari Schittulli - spinto probabilmente dall’annuncio di Vernola di far mancare il suo sostegno alla sfida del 6-7 giugno - neanche una, però, dai vertici Pdl né dal ministro Fitto, al quale attribuisce il veto che lo avrebbe fatto escludere dal listone per Strasburgo. «Sono giovane, alla prima legislatura e vengo escluso. Una mortificazione che toglie il gusto della politica».
BEPI MARTELLOTTA
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