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In Puglia e Basilicata

Vendola in Abruzzo: no alla new town

Vendola in Abruzzo: no alla new town
di FULVIO COLUCCI 
Il viaggio del presidente della Regione Puglia nelle zone terremotate è iniziato in silenzio, ieri mattina, alla tendopoli di Coppito, periferia dell'Aquila, proseguendo al campo di Sulmona gestito dalla Protezione civile pugliese. Ha portato la solidarietà dei pugliesi, ha ammonito perché si vigili che la mafia non metta le mani sulla ricostruzione e ha espresso la sua contrarietà alla «nuova cementificazione» rappresentata dalla "new town" proposta da Berlusconi

27 Aprile 2009

COPPITO (L’AQUILA) - La Puglia di Nichi Vendola non lascerà solo l’Abruzzo. «Dobbiamo vigilare perché la mafia non metta le mani sulla ricostruzione. Dobbiamo impegnarci perché all’Aquila rinasca l’università». Il blitz del presidente della Regione nelle zone terremotate è iniziato in silenzio, ieri mattina, alla tendopoli di Coppito, periferia dell’Aquila, proseguendo al campo di Sulmona gestito dalla Protezione civile pugliese. 

«Nel pomeriggio ho incontrato il sottosegretario Guido Bertolaso – ha dichiarato Vendola alla “Gazzetta” – ed ho confermato il mio punto di vista sulla necessità di un dibattito pubblico che chiarisca finalmente quali sono i veri obiettivi della ricostruzione. L’osservatorio sugli appalti è necessario per impedire alle mafie di gestire la ricostruzione. L’impegno del procuratore antimafia Grasso è stato chiaro. Lui ha le competenze giuste per individuare l’esatta collocazione del nuovo organismo di vigilanza». 

Il governatore ha cercato di resistere ad ogni tentazione polemica: «Sono entrato nei campi in punta di piedi perché rispetto il dolore di chi ha perso tutto», ma proprio il dolore ha imposto parole nette nell’assemblea svoltasi con i giovani universitari e i terremotati a Coppito: «I morti del sisma sono figli di chi ha depredato e violentato il territorio, di chi ha costruito con la sabbia, di chi ora aspetta di gestire la ricostruzione come un affare. La violenza va fermata, ma non saranno certo le new town a farlo, anzi. L’enfasi berlusconiana ha occupato tutto lo spazio della tragedia, ma quel progetto va respinto. Perché nasconde una nuova cementificazione». 

Alle paure, ma anche alle speranze, dei giovani universitari aquilani e pugliesi che studiano in Abruzzo, Vendola ha risposto spiegando la sua teoria di «ricostruzione che nasce dal basso, dalle parole dei terremotati, dalle loro proposte e dall’urgenza di ascoltarli concretamente, senza retorica o propaganda. «La Puglia – ha detto il governatore - stanzierà fondi per il diritto allo studio. Lo faremo malgrado i tagli del governo, malgrado il continuo dirottamento dei fondi Fas per le aree sottosviluppate verso il Nord, malgrado il fatto che sia il Sud a dover sopportare per intero il costo del terremoto. Con una squadra di esperti del progetto “Bollenti Spiriti” individueremo risorse e idee destinate al recupero di immobili fatiscenti. Torneremo presto fra voi e non lasceremo che i pugliesi abbandonino la vostra università. Vogliamo far nascere un villaggio all’Aquila che cancelli la tragica memoria della casa dello studente distrutta dal terremoto». 

Tanti i volti, le voci, le storie del volontariato pugliese nella tragedia d’Abruzzo. Nichi Vendola ha salutato i cassintegrati della Getrag di Bari che prestano assistenza a chi ha perso il lavoro; i tecnici Enel di Lecce Brindisi che riparano le reti elettriche e del gas nelle case danneggiate dal sisma, l’Auser di Taranto, la Protezione civile regionale, i ragazzi giunti da tutte le province pugliesi. «Ho ricevuto i complimenti per la dedizione con cui hanno lavorato – ha dichiarato il presidente della Regione – e sono orgoglioso. La Protezione civile regionale in tre anni ha fatto miracoli, partendo da zero. Tutti hanno messo il cuore perché aiutare il prossimo, per un pugliese, non è un gesto straordinario, dettato dalla tragedia, ma quotidiano. Da sempre il gesto di ogni giorno».
FULVIO COLUCCI
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