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In Puglia e Basilicata

Lecce, in tempo di crisi low cost pure le corna 

Lecce, in tempo di crisi low cost pure le corna 
di DANIELA PASTORE
Si fanno, ma con parsimonia. Addio hotel a quattro stelle, cene in ristoranti glamour, viaggi esotici e regali scintillanti. Non ci sono soldi sufficienti per mantenere la famiglia, figuriamoci per spassarsela. Il momento buono per tuffarsi nei sani principi? «Neanche per idea» dice uno degli investigatori privati storici della città
• «Segua mia nuora, se la fa con un altro»

26 Aprile 2009

LECCE - Le corna in tempo di crisi? Si fanno, eccome se si fanno. Ma con parsimonia. Addio hotel a quattro stelle, cene in ristoranti glamour, viaggi esotici e regali scintillanti. Non ci sono soldi sufficienti per mantenere la famiglia, figuriamoci per spassarsela con l’a m a n t e. Il momento buono per tuffarsi nei sani principi? «Neanche per idea», allarga le braccia Guido Rossacci, uno degli investigatori privati storici di Lecce. Che avverte: «La voglia di corna fra i salentini non è mai stata così viva. Quello che è cambiato da un anno a questa parte è il budget destinato al tradimento».

A pagare il costo più alto della crisi finanziaria, anche tra le lenzuola, sono i fedifraghi a reddito fisso: dipendenti, insegnanti, impiegati. Che hanno detto definitivamente addio alle notti di passione in hotel e alle ammiccanti cene a lume di candela. «Ci si arrangia nelle case di mare, proprie o di amici, mai frequentate come quest’inverno, da Casalabate a Leuca», spiega l’investigatore. In calo persino i motel, simbolo per antonomasia del tradimento low cost. Rimpiazzato da una formula che sta diventando un vero e proprio business per chi ha investito nel mattone: l’appartamento a ore. «Sino a due, tre anni fa, c’era un bel viavai nelle strutture ricettive delle marine nei mesi invernali», chiarisce Rossacci, «ma adesso, tra il costo della benzina, la camera, un caffè, come niente si arriva a spendere 50 euro. E se l’incontro deve essere ripetuto più giorni in una settimana, chi ha un reddito fisso, e magari anche una famiglia numerosa, rischia di andare in bolletta».

Meglio affittare una casa senza pretese: per due ore si spende al massimo 10 euro e la relazione extraconiugale è salva. Contenti gli amanti, ma anche i proprietari che hanno fiutato l’affare e si affrettano a moltiplicare l’offerta, soprattutto nei dintorni di Lecce: Surbo, Giorgilorio, Trepuzzi, Veglie. «Ormai si preferisce affittare gli appartamenti a ore anziché agli studenti o alle famiglie che magari si piazzano per anni e non se ne vanno più. A conti fatti è più conveniente», osserva Rossacci. E se il ceto medio ha dovuto piegare la passione ad atmosfere più frugali, la fascia meno abbiente, che prima frequentava i motel a basso costo, ora punta alla scappatella a costo zero: sedili dell’auto, case diroccate di campagna. «Situazioni tra l’al - tro pericolose. Perché ad appartarsi nelle periferie si rischia di essere derubati e questo spiega anche l’aumento di aggressioni alle coppiette, registrato dalle cron ache».

Chi invece non ha modificato di una virgola usi e costumi della passione clandestina è il ceto abbiente. Che continua a frequentare alberghi di charme e a concedersi ogni tipo di amenità. Trasgressioni invidiabili, tranne che per un aspetto. «Frequentare alberghi significa lasciare traccia di sé, e questo può essere assai pericoloso per un fedifrago con una moglie gelosa». Ne sa qualcosa un commercialista leccese. «Un pezzo da novanta nel suo campo », sorride Rossacci, «la moglie è venuta da me qualche settimana fa. Il marito doveva frequentare uno stage di qualche giorno a Milano ma lei sentiva puzza di bruciato. Voleva che indagassi. E aveva ragione: il commercialista a Milano non c’è mai stato. Era invece in un agriturismo di lusso a Mesagne. A spassarsela con l’amante. Chi frequenta gli alberghi è molto più facilmente incastrabile».

La crisi non ha fatto calare la domanda di investigazioni. «La richiesta si è mantenuta stabile», conferma Rossacci, «però le nostre indagini si sono accorciate: prima il cliente che voleva scoprire la marachella del coniuge ci dava tempo illimitato. Ora l’investigazione media dura tre giorni, per una spesa totale di circa mille euro». Tre giorni in cui il potenziale fedifrago viene seguito, controllato, e nel 90 per cento dei casi inchiodato da foto e video più che eloquenti. «E’ sempre imbarazzante dover mostrare la prova del tradimento ad un partner ancora innamorato. In quel momento mi tocca fare anche lo psicologo », sussurra, l’investigatore, «il consiglio che dò è sempre lo stesso: se è la prima volta, perdonate. Non mandate a monte anni di matrimonio per un colpo di testa. Certo, se poi la storia si ripete...».
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