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In Puglia e Basilicata

Foggia, finito il maltempo ora manca l'acqua potabile

Foggia, finito il maltempo ora manca l'acqua potabile
di MASSIMO LEVANTACI
Serracapriola e Chieuti a secco. Il livello del torrente scende di 1 metro. Previsto un niovo peggioramento meteo per mercoledì
• Martedì il vertice per la conta dei danni
• Colpo di grazia per il Subappennino
• Beffa per la diga Piano dei Limiti. Il Governo: non si farà più

26 Aprile 2009

di MASSIMO LEVANTACI

FOGGIA - Cessata l’emergenza, non l’attenzione su quel che ha lasciato l’ondata di piena nell’alto Tavoliere. A Chieuti e Serracapriola, ad esempio, proprio non se la sentono di considerarsi fuori dalle devastazioni lasciate dal Fortore. La popolazione resta senz’acqua dai rubinetti e siamo ormai al terzo giorno. Se è vero che la piena si sta lentamente ritirando, il fango che sommerge la condotta da riparare non consente ancora ai tecnici dell’acquedotto di intervenire con la dovuta rapidità. Oggi forse dovrebbe essere la giornata giusta, complice il bel tempo. 

Ma già ieri all’ombra di un sole beffardo, i tecnici dell’acquedotto sembravano sul punto di intervenire per restituire l’acqua corrente agli abitanti di Chieuti e di Serracapriola. Per il momento però la popolazione viene ancora approvvigionata dagli autobotti e dalle bustine d’acqua. La chiusura dell’emergenza è stata decretata dall’unità di crisi della Protezione civile durante la riunione convocata ieri mattina dalla responsabile Daniela Aponte in Prefettura. Nel palazzo del governo resta però acceso un punto di osservazione sulle aree ancora considerate a rischio (alto Tavoliere e Subappennino nord), tenuto conto che il maltempo la prossima settimana potrebbe fare ancora le bizze. 

«E’ previsto un peggioramento delle condizioni meteo per mercoledì - riferisce Rachele Grandolfo, funzionario di Protezione civile - ma qualora le condizioni dovessero peggiorare l’unità di crisi verrebbe riconovocata all’istante. Comunque la situazione va lentamente ritornando verso la normalità». 

Il primo segnale di ripristino è stato lanciato ieri mattina alle ore 9 quando ai tecnici dell’Anas dall’unità di crisi è stato dato l’ordine di togliere il blocco sulla statale 16 all’altezza del bivio di Ripalta, rimasto chiuso al traffico per tre giorni. Su quel tratto di strada (lungo non più di trecento metri) l’Anas ha però ristretto la carreggiata e imposto alle auto di viaggiare a velocità molto ridotta considerato che la sede stradale ai bordi risulta ancora immersa nell’acqua. Nella zona una vistosa segnaletica verticale avvisa gli automobilisti di andare a passo d’uomo. Durante la giornata (come riferiamo in altra parte del giornale) è poi arrivato il via libera anche dalle Ferrovie dello Stato che in serata hanno ripristinato il collegamento sulla linea fra Apricena e Lesina dove la piena del Fortore aveva fatto saltare la massicciata sotto i binari per un tratto di quattrocento metri. Il Fortore va lentamente ritirandosi, soltanto nella giornata di ieri il livello sulla valle omonima si è abbassato di un metro. La giornata di sole potrebbe aver accelerato la fase di prosciugamento dei terreni: gli agricoltori fanno gli scongiuri. 

Il bilancio dell’alluvione lo conosceremo probabilmente martedì, durante il vertice in Prefettura. Ma il conto per l’agricoltura è già salato: la Coldiretti stima una perdita di 50 milioni di euro per le aziende agricole che hanno investito sul grano duro e sulle produzioni orticole. Imprecisata invece la conta dei danni per quanto riguarda le infrastrutture. Numerose strade interpoderali non esistono più, quando il fiume si sarà completamente ritirato nel suo letto si potranno valutare anche le condizioni strutturali della statale 16.
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