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In Puglia e Basilicata

A Brindisi studenti campioni «Delusi dalla nostra scuola»

A Brindisi studenti campioni «Delusi dalla nostra scuola»
Sette alunni del Liceo ‘Monticelli’ hanno vinto la coppa Fermat e ora si preparano per le finali delle gare nazionali di matematica, ma incredibile l'istituto non contribuirà alla loro trasferta a Cesenatico perche non ha fondi
• La dirigente del Monticelli: «Sì, è vero costa troppo»

26 Aprile 2009

BRINDISI - «Solo pochi giorni fa tutti dicevano: “Il gioco di squadra li ha fatti arrivare primi”, “Sette alunni del Liceo ‘Monticelli’ hanno vinto la coppa Fermat e ora si preparano per le gare nazionali di matematica”, e ancora “Successo al Monticelli”. Circolava anche una foto della squadra con due docenti di matematica e, in prima fila, il dirigente scolastico, prof. Salvatore Amorella. Era certo insomma che la squadra si sarebbe preparata per le finali nazionali che si terranno dal 7 al 10 maggio a Cesenatico. Oggi, invece, non si è sicuri che la squadra potrà partecipare». 

E’ quanto scrive Tommaso Portaluri, studente del liceo scientifico Monticelli e capitano della squadra che ha conquistato la coppa Fermat, alla rubrica «Pronto Gazzetta». Una protesta garbata, ma senza sconti all’istituzione scolastica che ha comunicato ai sette studenti di non poter sostenere le spese della loro trasferta a Cesenatico. Un duro colpo per i giovani che con grande impegno si sono preparati ed hanno ottenuto un premio prestigioso, non poter concludere il percorso avviato. «Eppure il dirigente scolastico e i docenti sembravano aver gradito il risultato raggiunto - prosegue Portaluri -, dal momento che lo avevano comunicato ai vari organi di informazione e lo avevano scritto a caratteri cubitali sia nell’auditorium che nella bacheca dell’edificio scolastico. Ma il consiglio di istituto svoltosi il 20 del corrente mese ha deliberato che la scuola non parteciperà, neppure in minima parte, alle spese di viaggio e pernottamento degli alunni che rappresenteranno il liceo “Monticelli” a Cesenatico». 
Liceo a Brindisi
Il perchè è contenuto, precisa il ragazzo, nella risposta laconica con la quale i docenti avrebbero liquidato il problema: «Non abbiamo trovato nulla tra le pieghe del bilancio». «E allora noi ci siamo chiesti come siano stati impegnati questi soldi - è critico lo studente -. D’improvviso ci sono baluginate le parole pronunciate dal nostro preside durante la presentazione dello spettacolo teatrale che i nostri compagni hanno realizzato: “È per questo progetto che la nostra scuola ha deciso di impiegare la maggior parte delle risorse economiche ”. Come dire che, sul piatto della bilancia, l’attività teatrale è stata pagata a peso d’oro. Non si intende sminuirne il valore! Per carità. Ma torniamo a chiederci quale sia l’entità dei fondi stanziati in bilancio e se questa entità sia ritenuta adeguata a soddisfare le esigenze di promozione culturale che, qualunque sia la forma, è fondamentale». 

Portaluri esprime anche altre perplessità: «Ci interroghiamo anche sul motivo per cui è stata privilegiata la pur valida attività teatrale con la conseguente totale mortificazione di attività, come le olimpiadi della matematica, volte a incoraggiare lo studio di una materia fondamentale in una preparazione scientifica. E ci chiediamo, ancora, quali siano le priorità di un liceo scientifico, in quali progetti esso debba impiegare le proprie, sia pur limitate, risorse, e, se, nella distribuzione non occorrano più adeguati criteri che tengano conto delle esigenze di tutti». A conclusione, ovviamente, sottolinea l’amarezza di tutta la squadra perché «qualcuno di noi, pur meritandolo, non potrà andare a Cesenatico per rappresentare il nostro istituto». [v. cord. arc.]
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