Domenica 14 Agosto 2022 | 16:48

In Puglia e Basilicata

Mani e piedi di gesso nei cassonetti a Latiano Indagini su azienda Caforio

Mani e piedi di gesso nei cassonetti a Latiano Indagini su azienda Caforio
Forme in gesso di braccia, piedi e mani. Tutti nella spazzatura. E poi residui della lavorazione sicuramente provenienti da una azienda specializzata in protesi ortopediche. Alla fine il mistero è stato chiarito: si trattava di materiale di risulta della lavorazione di materiale sanitario. Sul nome di questa azienda indaga la Procura di Brindisi. Individuato il furgone che ha scaricato i rifiuti speciali, riconducibile ad una società della famiglia del senatore dell'Italia dei Valori, Giuseppe Caforio.

25 Aprile 2009

Al momento i dati certi sono due: il sequestro penale di due cassonetti della nettezza urbana, disposto dal Comando della Polizia municipale, perchè al loro interno vi erano forme di arti in gesso, bendaggi, correttori in plastica; e la segnalazione dell’accaduto, ad opera dello stesso Comando, all’autorità giudiziaria competente, in questo caso la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Brindisi.

Ancora vanno chiariti i contorni di una vicenda che in queste ore «tiene banco a Latiano». «Su segnalazione del responsabile della sorveglianza dei servizi di raccolta dei rifiuti solidi urbani del Comune di Latiano - spiega una nota ufficiale -, la Polizia Municipale è intervenuta in questa via Virgilio rilevando che all’interno di due cassonetti erano stati scaricati dei sacchi voluminosi contenenti rifiuti speciali rivenienti da attività sanitarie». E scendendo nei dettagli: «Si trattava di forme di arti in materiale gessoso, di bendaggi usati per arti o altre parti del corpo umano, di correttori in plastica oltre a imballaggi diversi. Richiesto l’intervento della Asl che effettuava una ricognizione con l’ispettore Marino - prosegue la nota - si accertava una palese violazione al decreto legislativo n. 152 del 2006 e la Polizia Municipale provvedeva pertanto ad un idoneo isolamento dei cassonetti ponendoli sotto sequestro e affidandoli in custodia allo stesso servizio di raccolta rifiuti solidi urbani».

Nella nota della Polizia municipale si legge che «le notizie raccolte sino ad ora hanno solo consentito di risalire al proprietario del furgone dal quale sono stati scaricati i rifiuti e gli accertamenti in corso sono volti ad individuare sia la proprietà del mezzo che il materiale esecutore e conducente» e che «una prima informativa è stata intanto inviata alla Procura della Repubblica di Brindisi».

Nella cittadina latianese, intanto, stando alla natura del materiale visto nel cassonetto, si è subito pensato all’attività dell’impresa «Centro di Ortopedia tecnica», l’azienda di famiglia del sen. Giuseppe Caforio di Italia dei Valori, il quale attualmente è titolare di una simbolica quota di partecipazione all’interno della stessa, essendo invece la stessa impresa amministrata dalla moglie, con tecnico ortopedico responsabile la dott. Laura Caforio. 

E proprio quest’ultima, ieri ha dichiarato agli organi di stampa: «Siamo sereni perchè convinti che si tratti solo di un semplice disguido, perchè se c’è un’azionw in ordine a Latiano, quella è proprio la nostra. Ciò si può evincere dai registri di carico e scarico tenuti regolarmente. Si tratta probabilmente ha concluso - di una mera distrazione di un collaboratore». E l’avv. Giancarlo Camassa, legale dei Caforio, ha spiegato: «Nel deposito dell’azienda erano stoccati alcuni bustoni di rifiuti speciali, in attesa che la ditta preposta venisse a prelevarli per lo smaltimento. Accanto vi erano anche quelli dei rifiuti solidi urbani ed è accaduto per mera distrazione che uno dei sacconi dei rifiuti speciali, evidentemente non riconoscibile dall’esterno, è finito nei cassonetti dei rifiuti. Tutti gli altri bustoni di rifiuti speciali, infatti, così come hanno potuto verificare i vigili urban intervenuti, sono al loro posto, in azienda in attesa proprio dello smaltimento». 
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