Domenica 14 Agosto 2022 | 12:26

In Puglia e Basilicata

Ultimatum dai pirati  che hanno rapito i marittimi pugliesi

Ultimatum dai pirati  che hanno rapito i marittimi pugliesi
I sequestratori della nave Buccaneer hanno lanciato un ultimatum di 72 ore, a partire da oggi, per avviare una trattativa concreta con l'Italia, pena l'uccisione dei 16 marinai. Nelle mani dei pirati somali da quasi due settimane ci sono anche due marittimi molfettesi: il direttore di macchina Ignazio Angione e il cuoco Filomeno Troilo. Ma la Farnesina ribatte: un ultimatur? non ci risulta. Il sindaco di Molfetta: non è stato pagato alcun riscatto

24 Aprile 2009

TORRE DEL GRECO (NAPOLI) – I sequestratori somali della nave Buccaneer hanno lanciato un ultimatum di 72 ore, a partire da oggi, per avviare una trattativa concreta con l'Italia, pena l'uccisione dei 16 marinai. Lo hanno riferito i familiari di due degli ostaggi napoletani che hanno potuto parlare con loro ieri sera. 

Secondo quanto riferiscono le famiglie dei due marittimi, sequestrati insieme agli altri 14 membri dell’equipaggio (otto dei quali italiani, due molfettesi), hanno telefonato ieri sera e hanno parlato con i rispettivi padri, ai quali hanno detto che i sequestratori hanno fornito loro un ultimatum di 72 ore a partire da oggi per avviare una trattativa per il rilascio degli ostaggi. In caso contrario – sempre secondo quanto riferiscono i familiari di procederanno all’uccisione di tutti i 16 marinai. 

Le famiglie di tutti i marittimi ostaggi sono ora in uno stato di profonda prostrazione: «Chiediamo il massimo interessamento da parte del governo e che Berlusconi faccia tutti i passi possibili per giungere alla liberazione degli ostaggi in mano ai pirati somali».

I due ostaggi baresi sono il direttore di macchina Ignazio Angione, 54 anni, e il cuoco Filomeno Troilo, 50. I due con gli altri 14 marittimi sono prigionieri da sabato 11 aprile, un paio di giorni dopo un blitz delle forze americane liberò il comandante Phillips, cittadino statunitense.

Secondo le autorità della regione semi-autonoma del Puntland, nel nord-est della Somalia, la nave italiana Buccaneer voleva sversare rifiuti tossici al largo della costa somala.
pirati somali
LA FARNESINA: UN ULTIMATUR? NON CI RISULTA
L'aut aut' riferito dai familiari di due degli ostaggi  italiani che però non trova conferma alla Farnesina: «Nè  l'armatore della nave, nè l’ambasciatore d’Italia presso il  governo somalo di transizione, nei loro contatti – fa sapere  infatti in serata il ministero degli Esteri – hanno riferito che  i rapitori si siano espressi in questi termini». Perciò,  puntualizza la Farnesina, «non sia ha alcun riscontro del  presunto ultimatum». 

Prima della nota della Farnesina, era stato però lo stesso armatore del Buccaneer, la società Micoperi di Ravenna, a  smentire l’ipotesi: «Se i pirati avessero lanciato veramente un  ultimatum di 72 ore – aveva osservato il general manager dell’azienda Silvio Bartolotti contattato telefonicamente – noi  saremmo stati i primi a saperlo». «Ieri mattina ho parlato  personalmente con l’ufficiale di bordo e la situazione era  tranquilla. Capisco l’inquietudine dei parenti, il momento è  delicato, ma la Farnesina sta facendo tutto il possibile», ha  assicurato Bartolotti, aggiungendo peraltro che tutti gli  ostaggi stanno bene e che finora non è giunta alcuna richiesta  di riscatto. 

Le trattative per il rilascio del cargo italiano sarebbero  comunque state avviate da tempo, come ha lasciato intendere due  giorni fa Franco Frattini. Il titolare della Farnesina, durante  il Question time alla Camera di mercoledì, aveva parlato di  «canali di comunicazione» con i sequestratori aperti  dall’Italia grazie anche alla mediazione del governo somalo e  delle autorità del Puntland (regione semi-autonoma nel nord-est  della Somalia, dove si trova in questo momento il Buccaneer). I contatti in queste ore proseguono: non è un caso che  Frattini abbia deciso di spostare nell’area Margherita Boniver,  recentemente nominata inviato speciale per le emergenze  umanitarie. In questa, come in altre situazioni che vedono  connazionali nelle mani di sequestratori, la linea delle  autorità italiane resta comunque quella di escludere la  possibilità di blitz militari che metterebbero a repentaglio la  vita degli ostaggi. 

IL SINDACO DI MOLFETTA: NON E' STATO PAGATO NESSUN RISCATTO
«Ho incontrato anche oggi  i familiari di Ignazio Angione e Filomeno Troilo e a loro non  risulta che siano stati fatti ultimatum e richieste di pagamento  o altre minacce». Lo ha detto ai giornalisti il sindaco di  Molfetta, sen.Antonio Azzollini, facendo riferimento a due dei  dieci italiani sequestrati dai pirati, nel Golfo di Aden, a  bordo del rimorchiatore Buccaneer battente bandiera italiana lo  scorso 11 aprile. «Lo Stato – aggiunge – non sottovaluta ma neppure  sopravvaluta la situazione. Ammiro lo straordinario coraggio e  il senso civico dei parenti dei due molfettesi».

ostaggi dei pirati somali, la situazione
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Lascia un commento:

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Carica altre news...

 

PODCAST

 

PRIMO PIANO

 
 
 
 
- News dai Territori -
 
Editrice del Mezzogiorno srl - Partita IVA n. 08600270725