Lunedì 08 Agosto 2022 | 04:26

In Puglia e Basilicata

A Bari negozi chiusi il 25 aprile I commercianti: è un errore

A Bari negozi chiusi il 25 aprile I commercianti: è un errore
di ROBERTO CALPISTA
Nonostante un provvedimento simile sia stato adottato sia in molti grandi comuni italiani e anche in città pugliesi, tra tutte Foggia (amministrazione di centrosinistra) e Lecce (centrodestra) oltre a molti comuni dell’hinterland barese (Molfetta, Modugno, Bisceglie), il sindaco Michele Emiliano non ha firmato l'ordinanza. L'assessore alle attività economiche, Sergio Ventrella: non ci sono più i tempi per un'ordinanza a favore delle aperture il giorno della Liberazione

24 Aprile 2009

BARI - Due giorni fa era «sì all’80 per cento». Ieri è diventato «no». Negozi chiusi per il 25 aprile. Il sindaco non ha firmato l’ordinanza, nonostante uno «spiraglio» offerto dalla Regione. Ma andiamo con ordine: una settimana fa la Confcommercio della provincia di Bari chiede all’assessore alle attività economiche, Sergio Ventrella, la possibilità di poter aprire i negozi nel giorno della festa della Liberazione. 

Spiega il presidente, Sandro Ambrosi: «La stragrande maggioranza dei nostri associati ha chiesto questo passo. Il prossimo 25 aprile cade di sabato, siamo ad inizio stagione, in tempi difficili per le nostre attività, non possiamo permetterci di perdere le opportunità offerte da uno dei pochi giorni favorevoli allo shopping». Il problema è che la data è tra quelle che la legge regionale sul commercio prevede come «non derogabile», ovvero si deve stare chiusi e basta. 

Anche se da ieri le cose sono cambiate in seguito ad un emendamento all’art 18 della legge 11, presentata dai consiglieri Giacomo Olivieri e Sergio Povia (Pd), approvato a maggioranza e che rimette ai sindaci, d'accordo con le associazioni di categoria, la possibilità (non l’obbligatorietà) di concedere deroghe in questi festivi. Tant’è. Alla richiesta di Confcommercio si aggiungono quelle di Confesercenti e Unimpresa, oltre al favore di molte associazioni di strada e il «possibilismo» dei sindacati. Occorre però concertare. Nulla da fare, a palazzo di città prima prendono tempo (Ventrella dice di aver convocato tutte le parti «ma che in realtà si sono presentate solo Confcommercio e Unimpresa», ndr), poi dicono, appunto di no. 

Ventrella spiega così: «Noi parliamo per atti amministrativi. Non potevamo dire di sì perché così facendo avremmo violato la legge regionale, non possiamo dirlo adesso perché l’emendamento deve seguire il suo iter e non ci sono più i tempi per un’ordinanza a favore delle aperture il 25 aprile». 

Nonostante un provvedimento simile sia stato adottato sia in molti grandi comuni italiani e anche in città pugliesi, tra tutte Foggia (amministrazione di centrosinistra) e Lecce (centrodestra) oltre a molti comuni dell’hinterland barese (Molfetta, Modugno, Bisceglie). Ambrosi ringrazia la «Regione Puglia, per aver approvato a tempo di record un emendamento che è una boccata d’ossigeno in un momento di crisi grave per l’economia e le imprese commerciali». Poi accusa: «A nessuno fa piacere lavorare in un giorno di festa, ma le istituzioni locali devono avere il coraggio di assumere decisioni e responsabilità che sono anche impopolari quando vanno a favore del bene comune e dell’occupazione». 

Con lui Giuseppe Margiotta (Unimpresa): «Inutile che l’amministrazione comunale si trincei dietro la difesa della legalità, il problema non è questo, ci deve essere qualche altra motivazione che sfugge. Forse un calcolo - errato - politico elettorale? Forse non ritengono rappresentative le associazioni di categoria?». Protestano anche le «piccole associazioni » di strada. Franca Pascazio (ass. Concilio): «Il nostro intento è quello di servire i consumatori. Sabato (domani, ndr) la gente dove acquisterà pane e latte? Anche se capisco che non ci siano più i tempi tecnici per questa ordinanza ». 

E Pasquale De Napoli: «Il modo di gestire questa faccenda da parte del sindaco è sbagliato. Così si danneggiano le imprese commerciali e non si tutelano, di conseguenza, i dipendenti». Duro Marcello Pisciotta, presidente dell’associazione «Borgo Murattiano»: «Stiamo discutendo di un sabato di fine, mese, inizio stagione. Un’opportunità per una categoria piegata dalle attuali condizioni economiche. Un’opportunità anche per i nostri dipendenti. Il sindaco Emiliano è figlio di imprenditori, dovrebbe ben sapere queste cose. Evidentemente comanda la campagna elettorale».
ROBERTO CALPISTA
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Lascia un commento:

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Carica altre news...

 

PODCAST

 

PRIMO PIANO

EDITORIALI

 
 
 
 
- News dai Territori -
 
Editrice del Mezzogiorno srl - Partita IVA n. 08600270725