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In Puglia e Basilicata

«Pd-Puglia candida De Castro così Tedesco va in Senato»

«Pd-Puglia candida De Castro così Tedesco va in Senato»
di ALESSANDRA FLAVETTA 
L'ex magistrato Luigi De Magistris è stato in Puglia due giorni per la campagna elettorale dell’Idv e non si lascia sfuggire l’occasione di attaccare il Pd per la scelta di alcuni candidati alle europee, a partire da Paolo De Castro quale capolista per il Sud, che «a quanto ho capito serve solo a dare la possibilità di mandare in parlamento Alberto Tedesco» (assessore alla Salute della Regione Puglia che s'è dimesso dopo esser stato indagato; ndr). «Al di là della vicenda giudiziaria - dice De Magistris - mi sembra il sintomo di un grave inquinamento della classe politica meridionale»
• Un indagato al Senato? Tedesco spacca il Pd

24 Aprile 2009

ROMA - Luigi De Magistris è stato in Puglia due giorni per la campagna elettorale dell’Idv e non si lascia sfuggire l’occasione di attaccare il Pd per la scelta di alcuni candidati alle europee, a partire da Paolo De Castro quale capolista per il Sud, che «a quanto ho capito serve solo a dare la possibilità di mandare in parlamento Alberto Tedesco» e, «al di là della vicenda giudiziaria, mi sembra il sintomo di un grave inquinamento della classe politica meridionale». 

L’ex magistrato, titolare di inchieste scottanti quali «Toghe lucane», «Poseidone» e «Why not», ha intrapreso la strada politica per l’Europarlamento dopo essere stato trasferito e spogliato della funzione di pm da parte del Csm. Dopo lo strappo sulla data del referendum tra Idv e Pd, Franceschini chiede a Di Pietro di non candidarsi come capolista alle europee per via dell’incompatibilità e di non rompere l’alleanza alle amministrative perché presentandovi da soli in molti enti locali fareste vincere Berlusconi. 
Ai ballottaggi sosterrete gli uomini del Pd se non passeranno i vostri? 
È molto grave lo spostamento del referendum al 21 giugno, sarebbe stato meglio l’election day il 6 e il 7 giugno, ma il governo ha ceduto al ricatto di Bossi. Non trovo scandalosa la candidatura di Di Pietro. Franceschini preferisce sottrarsi al confronto elettorale, Di Pietro si è voluto esporre in prima persona, anche perché nelle liste dell’Idv, tranne lui, siamo tutti esponenti della società civile, persone indipendenti, e Di Pietro è quindi il responsabile politico di questo progetto. Sulle amministrative posso parlare come candidato indipendente, non iscritto al partito che poi dovrà decidere. Ritengo che una certa discontinuità in questa tornata elettorale sia positiva. In Puglia, ad esempio, ho visto l’alleanza con Grillo a Brindisi e l’apertura alla società civile a Taranto. In altre amministrazioni continuiamo l’alleanza con il Pd e l’area di dialogo con il centrosinistra. Attraverso la costruzione di una nuova classe dirigente intendiamo spingere il cambiamento. Al ballottaggio poi ci penseremo, ma certo non andremo con Berlusconi. 
Molti vedono in alcune candidature “più movimentiste” del Pd, come quelle di Berlinguer e Cofferati, un tentativo di non farsi scippare voti a sinistra dall’Idv. Concorda? 
C’è una fortissima contraddizione nelle candidature del Pd, alcune sono rispettabili ed autorevoli, anche se non nuove, come quelle da lei citate. Ma nelle liste ci sono anche alcuni tra i principali responsabili del degrado morale e civile attuale. È un’operazione di facciata candidare la giornalista de Il Mattino (Rosaria Capacchione ndr) assieme a Montemarano e Cozzolino, esponenti della giunta Bassolino che ha toccato i livelli più bassi. Anche in Puglia, la scelta di De Castro a quanto ho capito serve solo a dare la possibilità di mandare in parlamento Alberto Tedesco. Al di là della vicenda giudiziaria pugliese, mi sembra il sintomo di un grave inquinamento della classe politica meridionale, e il mio impegno è quello di costruirne una nuova. 
In campagna elettorale dovrà vedersela con Mastella, l’ex ministro della Giustizia candidato dal Pdl e chiamato in causa dalle sue inchieste. Ha imbarazzo o senso di rivalsa? 
Le inchieste riguardano il passato. L’imbarazzo credo lo proveranno gli elettori del Pdl a votare Mastella. Io ho il mio programma e se vengo eletto la prima cosa che vorrei fare è vigilare su come vengono investiti i fondi europei e fare in modo che vengano spesi effettivamente per creare sviluppo, posti di lavoro non in modo clientelare, innovazione verde e spezzare il legame tra colletti bianchi, politica e criminalità organizzata. 
Visto che il suo slogan è «resistenza costituzionale» e parla spesso di situazione di «prefascismo», avrà apprezzato le parole di Napolitano sulla «denuncia dell’ingovernabilità che tende a suggerire soluzioni autoritarie»? 
Sono assolutamente d’accordo, è fondamentale il richiamo ai principi costituzionali. Il nostro sistema ha dei contrappesi, la funzione di rappresentanza del parlamento, e organi di garanzia, ma Berlusconi ha espresso chiaramente il tasso di democraticità del suo pensiero quando ha detto che avrebbero dovuto votare solo i capigruppo.
ALESSANDRA FLAVETTA
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