Giovedì 11 Agosto 2022 | 11:36

In Puglia e Basilicata

Bari, la Procura ribatte a Fiore

Bari, la Procura ribatte a Fiore
L’assessore alle Politiche della Salute della Regione Puglia, Tommaso Fiore, aveva chiesto ai magistrati di sapere se corrispondono al vero notizie di organi di informazione secondo cui sarebbero stati emessi avvisi di garanzia a carico di direttori e dirigenti del servizio sanitario della Puglia e la Digeronimo gli risponde: «siamo tenuti alla segretezza»

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23 Aprile 2009

BARI - Non può venir meno da parte della Procura di Bari la «segretezza» dell’indagine: lo afferma il sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Bari Desiree Digeronimo, in una lettera di risposta inviata all’assessore alle Politiche della Salute della Regione Puglia, Tommaso Fiore, che ieri aveva chiesto al magistrato di sapere se corrispondono al vero notizie di organi di informazione secondo cui sarebbero stati emessi avvisi di garanzia a carico di direttori e dirigenti del servizio sanitario della Puglia. 

Nella lettera di risposta, il sostituto procuratore rileva che «prima dell’esercizio dell’azione penale o dell’adozione di misure restrittive nei confronti di impiegati dello Stato o di altro Ente pubblico, non debba essere data alcuna informazione all’Autorità da cui l’impiegato dipende (art.129 disp.Att.Cpp)». 
«La rilevanza delle indagini in questione ed il ruolo di vertice delle Aziende sanitarie rivestito dagli indagati – come testualmente si legge nella sua missiva – non legittimano tuttavia – scrive Digeronimo – che quest’Ufficio venga meno all’obbligo della segretezza dell’indagine, sia pure per le ragioni di opportunità da lei evocate». 

«La circostanza – spiacevole e purtroppo ritornante nelle vicende giudiziarie, a dispetto di ogni cautela operativa – per cui la stampa ha dato notizia di atti processuali ritualmente compiuti – aggiunge il sostituto procuratore – non può indurre a non assicurare da parte dell’Ufficio l’obbligo di cui all’art.329 Cpp». «Per il vero, è doveroso in proposito – si legge ancora nella lettera – sottolineare che le notizie fin qui diffuse dai media traggono origine dall’oggetto e contenuto dei provvedimenti eseguiti, comunicati e consegnati alle persone interessate ed ai difensori; ma ciò non toglie che il nostro Ufficio dovrà separatamente valutare se vi siano state comunque pubblicazioni arbitrarie o violazioni di segreti penalmente rilev
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