Martedì 21 Settembre 2021 | 23:09

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Bari, il portiere Frattali rinnova fino al 2023

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Il volume della Gazzetta

La cucina dei porti, i sapori
del nostro mare in 100 ricette

In vendita la nostra pubblicazione che sintetizza la storia gastronomica di 3.800 chilometri di costa

La cucina dei porti, i saporidel nostro mare in 100 ricette

Ben 3.800 chilometri di costa: la lunga linea litoranea italiana si dipana a formare golfi e promontori, pareti rocciose e bianche spiagge, grandi isole e piccoli arcipelaghi. Su questo profilo tracciato dalla natura la storia ha disegnato un paesaggio umano fatto di antichi borghi arroccati e di moderni centri turistici lambiti dal mare. E poi le città, popolose e attive, che trovano la propria identità nei porti, punto d’incontro tra terra e mare.

Fin dall’antichità il Mediterraneo è stato per gli abitanti della Penisola non solo una fonte di cibo, per la ricchezza e la varietà del pescato, ma anche un tramite per viaggiare e comunicare, scambiare merci e informazioni, abbracciare il mondo esterno.
Ogni porto si caratterizza per una o più funzioni particolari, ma tutti mantengono la dimensione di punto d’incontro: è nei porti che ancora oggi si raccolgono e poi si distribuiscono le merci e i passeggeri e si confrontano idee, modi di vita e tradizioni anche molto diverse tra di loro. Il variegato mondo dei porti si rivela in tutti gli aspetti della vita quotidiana, a cominciare dalla gastronomia.

La cucina di un porto è il riflesso della sua storia, della sua posizione geografica, delle sue tradizioni, del sapere di tutte le genti che in quel luogo si sono incontrate. Nei porti si può gustare un sapore cosmopolita: si fondono in cucina gli aromi e gli ingredienti della terra e del mare, del vicino e del lontano. Il pesce è ovviamente protagonista, profumato di erbe mediterranee o di spezie esotiche, accompagnato dalle verdure dell’entroterra, cucinato secondo tradizioni locali spesso antichissime. Ma non c’è solo il pesce: per lungo tempo nei porti confluivano i carichi di alimenti provenienti dall’esterno e i prodotti freschi del territorio.

Nascevano così specialità a base di legumi e cereali, ortaggi e carni, formaggi e salumi. La varietà delle tradizioni e delle produzioni, il contatto con culture diverse, il radicarsi delle tipicità sul territorio fanno sì che, pur nella continuità delle caratteristiche comuni, lungo le coste italiane si possano gustare piatti sempre differenti, specchio di volta in volta del clima, dell’ambiente e della storia di ogni luogo. Così lungo il litorale adriatico il brodetto, tipica preparazione dei pescatori, acquista fisionomie diverse da Nord a Sud, cucinato in modo diverso in base al pescato e alla disponibilità di ingredienti locale.

Parallelamente, sul Tirreno si preparano decine di zuppe di pesce, su tutte il ciuppìn genovese e il cacciucco livornese. Continuità e molteplicità, dunque, tracciano di regione in regione una rotta che trova in ogni porto un’identità di sapori e una cultura gastronomica peculiari.

Tutto questo sarà possibile riscontrarlo nel volume La cucina dei porti in edicola da oggi, in abbinamento con La Gazzetta del Mezzogiorno a soli € 5,90 oltre al prezzo del quotidiano. Tutto il sapore del mare racchiuso in più di 100 ricette, espressione della ricca tradizione gastronomica dei porti d’Italia, dal Tirreno all’Adriatico. Totani ripieni, seppie in zimino, cacciucco, spaghetti allo scoglio, polpo in galera, baccalà alla napoletana, impepata di cozze…

Tante preparazioni a base di pesce, dagli antipasti ai piatti unici, adatta per tutte le occasioni.

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