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In Puglia e Basilicata

Foggia, ospedale a rischio sismico

Foggia, ospedale a rischio sismico
di MASSIMILIANO SCAGLIARINI 
È una relazione che non lascia spazio a dubbi quella presentata il 16 aprile alla Regione dal direttore generale dell’Asl di Foggia, Ruggero Castrignanò: ed è per questo che la Regione, dopo aver insediato una task force di esperti, potrebbe chiudere parte del nosocomio. Il problema, adesso, è come intervenire

23 Aprile 2009

di MASSIMILIANO SCAGLIARINI 

Gli Ospedali Riuniti di Foggia «si trovano a rischio di forte vulnerabilità sismica», e in particolare la struttura del presidio Maternità «ri sulta essere insufficiente nel soppor tare i carichi statici così come imposti dalla normativa vi gente». È una relazione che non lascia spazio a dubbi quella presentata il 16 aprile alla Regione dal direttore generale dell’Asl di Foggia, Ruggero Castrignanò: ed è per questo che la Regione, dopo aver insediato una task force di esperti, potrebbe chiudere parte del nosocomio. Intendiamoci: nessun rischio immediato di crolli, ma la possibilità che la struttura del plesso Maternità-Pedia trico non regga le conseguenze di un sisma. 

«Faremo rapidamente il punto della situazione - dice l’assessore regionale alla Salute, Tommaso Fiore - e nel giro di pochi giorni saremo in grado di dare delle risposte. Stiamo già pre disponendo un piano nel caso in cui ci sia da delocalizzare alcune funzioni dell’ospedale per di minuire il carico sul le strutture». La delibera approvata martedì dalla giunta regionale dà infatti mandato a Fiore «di autorizzare, se ritenuta necessaria, l’evacuazione degli immobili a rischio e di disporre, conseguentemente, il proseguimento delle attività ospedaliere presso altre strutture aziendali». La situazione dei Riuniti era nota almeno dal 2005, quan do l’Asl affidò a un ingegnere l’incarico di analizzare il rischio sismico. L’anno se n’era occupato anche il Comitato regionale dei Lavori pubblici, che aveva «preso atto, con preoccupazione, delle criticità emergenti dalle verifiche» e aveva invitato la Asl a valutare «se ricorrano nell’immediato situazioni di pericolo». 

«Il tecnico incaricato dall’Asl - ricorda l’ingegner Angelo Lobefaro, del Genio civile di Bari - aveva effettuato il calcolo delle vulnera bilità, evidenziando che la struttura non regge nemmeno i ca richi verticali». La zona del Foggiano è quella a maggior rischio sismico della Puglia. «L’ospedale non verrà giù do mani - avverte Lobefaro - ma data la natura imprevedibile dei terremoti non si può escludere che un sisma meno forte di quello abruzzese abbia conse guenze pesanti sulla struttura. C’è però da dire che quell’ospedale ha “sentito” gli effetti dei terremoti dell’Irpinia e di San Giuliano ed è ancora in piedi». Il problema, adesso, è come intervenire: secondo i tecnici un adeguamento del plesso costerebbe il 70-80% rispetto ad un edificio nuovo. È dunque probabile che si proceda con demolizione e ricostruzione. 
«Gli Ospedali riuniti - dice l’assessore ai Lavori pubblici, Ono frio Introna - sono già oggetto di numerosi interventi per la riduzione dal rischio sismico. Adesso bisognerà finanziare anche il progetto per sostituire questi padiglioni non a norma, verificando la disponibilità di fondi ex articolo 20 del la legge 67/88. Daremo una risposta in tempi brevissimi».
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