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In Puglia e Basilicata

Cerignola, a casa la Giunta Valentino

Cerignola, a casa la Giunta Valentino
Sedici consiglieri di opposizione e dissidenti del centrosinistra hanno firmato il documento di autoscioglimento del consiglio comunale. Ora per la città si preannuncia un lungo commissariamento considerato che le elzioni si sono svolte il 4 aprile 2005 e che sarebbe stata naturalmente rinnovata al turno elettorale della prossima estate

21 Aprile 2009

di ANTONIO TUFARIELLO 

CERIGNOLA. Sedici consiglieri di opposizione e dissidenti del centrosinistra hanno firmato ieri sera alle 21 il documento di autoscioglimento del consiglio comunale davanti al notaio Genghini. La conclusione anticipata della consiliatura guidata da Matteo Valentino, si è determinata in seguito alle firme dei consiglieri Romano D’A n t o n i o, Francesco Reddavide, Giuseppe Liscio, Domenico Carbone, Onofrio Bombino, Salvatore Tatarella e Gianvito Casarella (An-Pdl); Paolo Vitullo e Franco De Monte (Forza Italia-Pdl); Pasquale Mennuni (Udc); Franco Paradiso, Giovanni Romano e Luca Reddavide (Rosa bianca); Gianfranco Specchio e Nico Libertino (Sinistra democratica); Luigi Borraccino (indipendente).

Proprio la firma di quest’ultimo ha fatto pendere la bilancia dalla parte dell’autoscioglimento tenuto conto che con le dimissioni da consigliere di Marcello Colangione (Pd) il fronte dei dissidenti era fermo a 15 unità non potendo più contare sulla firma del consigliere dimissionario, nè su quella di Lucio Cioffi 8Sinistra democratica) che gli sarebbe subentrato quale primo dei non eletti nella lista dei Ds. In effetti si è trattato di una sorta di blitz dopo quello fallito del dicembre 2007 allorchè l’assen - za di alcuni consiglieri, pur disponibili all’autoscio glimento, e il ripensamento di Vincenzo Melpignano, avevano fatto fallire in extremis l’operazione.

Questa volta i promotori di questa decisiva iniziativa si sono mossi sottotraccia ed in maniere sempre più oculata rispetto ad allora, portando a termine l’operazione che con quei numeri pareva difficilissima se non vi fosse stato il colpo di scena-Borraccino. Dopo le dimissioni di Colangione le due parti avevano cominciato una logorante partita a scacchi con opposizione e dissidenti che avevano presentato una richiesta di autoconvocazione giudicando decisivo il passaggio della surroga e il conseguimento dei voti necessari per poter rovesciare Valentino.

La maggioranza, o quel che rimaneva di essa, aveva puntato tutto sul rinvio nella speranza che nel frattempo si potesse mettere una pezza sugli ultimi strappi e che l’annun - ciato «golpe» potesse essere sventato o almeno controbilanciato da un ordine del giorno che sarebbe stato costituito da oltre venti punti, molti dei quali di grossa portata e molto attesi anche per i riflessi che avrebbero avuto sulla popolazione in vari settori. Una sorta di braccio di ferro, nell’ultimo anno di mandato, con Valentino e soci convinti che soprattutto i dissidenti più che le forze classiche di opposizione non avrebbero avuto il coraggio di vanificare le loro stesse richieste che, non avendo trovato riscontri in passato, li avevano portati a prendere le distanze dalla maggioranza.

Ora per la città si preannuncia un lungo commissariamento considerato che la giunta Valentino era stata eletta il 4 aprile 2005 e che sarebbe stata naturalmente rinnovata al turno elettorale della prossima estate. E la chiusura anticipata imporrà un’accelerazione negli schieramenti e nei partiti per una campagna elettorale che si preannuncia caldissima e per cominciare a tirare la volata ai numerosissimi pretendenti al ruolo di candidato sindaco.
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