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In Puglia e Basilicata

Appalti Sanità, perquisiti casa e studio di Tedesco

Appalti Sanità, perquisiti casa e studio di Tedesco
di LUCA NATILE
BARI - Agende, computer, dischetti, appunti, schedari e fascicoli. Ancora carte e «documenti virtuali» al setaccio dei carabinieri del Nucleo investigativo del Reparto operativo provinciale che stanno indagando sul nuovo, presunto scandalo nella sanità pubblica pugliese.

22 Aprile 2009

di LUCA NATILE

BARI - Agende, computer, dischetti, appunti, schedari e fascicoli. Ancora carte e «documenti virtuali» al setaccio dei carabinieri del Nucleo investigativo del Reparto operativo provinciale che stanno indagando sul nuovo, presunto scandalo nella sanità pubblica pugliese. 

Altri documenti e materiale informatico sono stati acquisiti dagli investigatori nella giornata di ieri, su incarico del magistrato antimafia Desirèe Digeronimo che sta indagando su contratti milionari in ragione dei quali alcune imprese specializzate nel settore della sanità hanno fornito in regime di convenzione con la Regione Puglia opere, servizi e prodotti alle Asl di Bari, Lecce, Foggia e della nuova provincia Barletta-Andria-Trani. Perquisizioni sono state compiute dai carabinieri nei confronti dell’ex assessore alla salute della Regione Puglia, Alberto Tedesco, e di altre 13 persone coinvolte nell’indagine (vedi box affianco) con la quale la Dda di Bari sta cercando elementi di prova in grado di dimostrare una inquietante connivenza tra il mondo della politica e quello delle imprese. 

Perquisite anche le imprese Balestrazzi, Marzocco, Garofalo. I decreti di perquisizione hanno valore di informazioni di garanzia. Da quello che si è saputo i carabinieri hanno perquisito l’abitazione e lo studio professionale di Alberto Tedesco, il quale dopo aver appreso, nei primi giorni di febbraio, di essere al centro di questa nuova indagine si era dimesso.


Sono quattordici complessivamente i nomi che vengono riportati nel decreto di perquisizione. Insieme a Tedesco ci sono i direttori generali delle Asl, imprenditori e un funzionario regionale.


I reati ipotizzati sono quelli di associazione per delinquere, millantato credito, falsità materiale ed ideologica commessa dal pubblico ufficiale e truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche

Nel decreto alla base delle perquisizioni - a quanto si è saputo - è riportata una lunga intercettazione di una conversazione ambientale (del 30 giugno 2008, ore 15.11) tra il legale rappresentante della società «Cmr» di Bernalda (matera), Diego Rana, e l’allora assessore Tedesco nella quale si parla dell’opportunità di chiudere una serie di pratiche relative alla riabilitazione domiciliare. 

Contrariamente alle notizie circolate nei primi giorni, non vengono contestati i reati di corruzione, voto di scambio, abuso d’ufficio. Secondo la tesi accusatoria il sistema messo in piedi dagli indagati sarebbe «germogliato» dalle relazioni nate ai margini di un ipotetico intreccio tra malavita, politica e affari sviluppatosi attorno alla gestione di alcuni appalti (soprattutto rifiuti) nella zona di Altamura sulle cui tracce è stata avviata l’attività di indagine. Il materiale sequestrato nel corso delle perquisizioni va ad arricchire un già voluminoso fascicolo. 

Le informazioni emerse dall’esame dei documenti acquisiti nel corso delle indagini svolte fin quì sono state incrociate con i dati contenuti nelle fatture e nei bilanci economici delle imprese private che hanno instaurato - secondo le congetture investigative - rapporti «agevolati» grazie alla contiguità con l' assessorato regionale.

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