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In Puglia e Basilicata

Bari, minacce di morte a presidente "antiracket"

Bari, minacce di morte a presidente "antiracket"
In una busta indirizzata al presidente dell’Associazione antiracket e antimafia della provincia di Bari e vicepresidente nazionale, Renato De Scisciolo, c'erano un proiettile per fucile e un articolo del quotidiano «La Gazzetta del Mezzogiorno», datato 23 novembre 2008. Nel pezzo si dà conto di un rapporto divulgato dall'associazione con una intervista in cui De Scisciolo spiega che in Puglia la Sacra Corona Unita sta ricominciando a lavorare e a radicarsi sul territorio. «C'è scritto che sono un uomo morto», riferisce De Scisciolo che ha denunciato l'accaduto ai carabinieri

21 Aprile 2009

MOLFETTA (BARI) – Un proiettile per fucile è stato recapitato alla casella postale dell’Associazione antiracket e antimafia della provincia di Bari. La busta, recapitata alla casella dell’ufficio centrale delle Poste di Molfetta, in piazza Vittorio Emanuele, è indirizzata al presidente dell’associazione locale e vicepresidente nazionale, Renato De Scisciolo. Il proiettile è accompagnato da una lettera contenente minacce di morte. 

«C'è scritto che sono un uomo morto», riferisce De Scisciolo che ha denunciato l’accaduto ai carabinieri. Il proiettile - a quanto è stato reso noto – consta solo dell’ogiva ed è sprovvisto del bossolo. Oltre alla lettera di minacce, nella busta c'è anche un articolo del quotidiano «La Gazzetta del Mezzogiorno», datato 23 novembre 2008. Nel pezzo si dà conto di un rapporto divulgato dall’associazione con una intervista in cui De Scisciolo spiega che in Puglia la Sacra Corona Unita sta ricominciando a lavorare e a radicarsi sul territorio. 

«Quello che ho detto e scritto è quello che diciamo ogni giorno con i miei collaboratori – sottolinea De Scisciolo – e cioè di denunciare le richieste estorsive e l’usura: continuerò a dirlo e a consigliarlo, non mi spaventano le minacce». «Non ho paura – aggiunge De Scisciolo -, mi danno coraggio le persone che hanno bisogno di aiuto, e andrò avanti per loro perchè soprattutto il fenomeno dell’usura, per lo più a nord di Bari, è molto forte e consolidato». 

Dell’accaduto è stato informato anche il presidente nazionale dell’Associazione antiracket, il siciliano Pippo Scandurra.
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