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In Puglia e Basilicata

Rimini, presi 5 pugliesi per rapine seriali

Rimini, presi 5 pugliesi per rapine seriali
Secondo gli investigatori, i cinque (tutti tra i 20 e i 30 anni) sceglievano le loro vittime a caso dalle inserzioni che le prostitute pubblicano regolarmente su un settimanale locale. Poi chiamavano per l’appuntamento ma, invece di mirare al rapporto sessuale, si presentavano in casa loro, in due o in tre, e le rapinavano. Sono stati arrestati oggi. Almeno cinque le rapine di cui sono accusati

21 Aprile 2009

RIMINI - Secondo gli investigatori, sceglievano le loro vittime a caso dalle inserzioni che le prostitute pubblicano regolarmente su un settimanale locale. Poi chiamavano per l’appuntamento, ma invece di mirare al rapporto sessuale si presentavano in due o tre e le rapinavano. La presunta banda, formata da cinque pugliesi, è stata sgominata dalla Squadra Mobile della polizia di Rimini. L'operazione "Serial" ha portato all’arresto di Luigi Liaci, 23 anni di Triggiano nel Barese, pregiudicato; e Davide Pansini, 23 anni di Tricase nel Leccese, anche lui pregiudicato. Altri tre sono stati sottoposti a fermo di polizia giudiziaria: si tratta di Michele Liuni, 33 anni di Canosa di Puglia, pregiudicato; Marco Colella, barese di 25 anni; e Aldo Zaza, barese di 28 anni. 

Sono tutti accusati di rapina aggravata. I due arresti e i tre fermi sono stati richiesti dal pm Paola Bonetti e convalidati dal gip Giacomo Gasperini. I cinque giovani erano "di casa" in Riviera dove svolgevano lavori saltuari come cuochi o camerieri: Liuni aveva anche un precedente per droga, proprio a Rimini.

La prima rapina è stata messa a segno il 15 aprile subito seguita da altre due il 16 e il 17. Il modus operandi era sempre lo stesso: dopo un contatto telefonico con la prostituta che lavorava in casa, una volta alla sua porta, in due o tre, la rapinavano. Uno dei cinque, Liuni, usava anche una pistola scacciacani per spaventare le vittime e si travisava con una sciarpa. Alle prostitute portavano via soldi (sono stati recuperati 1.500 euro), cellulari e computer portatili. 

Ad incastrarli sono state le telefonate: gli uomini della Mobile, studiando i tabulati telefonici delle vittime, hanno notato che alcune chiamate partivano dallo stesso numero. Intercettata una telefonata, si sono recati a Portoverde dove i banditi avevano preso appuntamento per un altro colpo. All’uscita ne hanno subito catturato uno e un altro dopo un inseguimento durato un’ora. Le perquisizioni nel residence di Marebello dove avevano preso alloggio, hanno consentito di recuperare parte della refurtiva. Sembra comunque che la banda abbia messo a segno altre rapine, oltre le cinque accertate, e la Questura invita le vittime a denunciarne gli autori.
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