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In Puglia e Basilicata

Legittimo sequestro dei beni di Fitto

Legittimo sequestro dei beni di Fitto
Lo sottolinea la Cassazione nelle motivazioni della sentenza 16725 – depositata oggi – relativa all’udienza svoltasi il 19 marzo, quando sono stati respinti il ricorso di Fitto che chiedeva il dissequestro della somma e quello del pm che voleva sequestrare anche altri beni del ministro. Ad essere messi sotto sequestro 500mila euro. Il commento derl difensore di Fitto: «ancora una non notizia»

20 Aprile 2009

ROMA - Sono stati legittimamente posti sotto sequestro nel 2006 dalla magistratura barese – sussistendo gli indizi del presunto reato di corruzione – i 500mila euro sul conto corrente della formazione politica “La Puglia prima di tutto”, intestato all’attuale ministro per gli Affari Regionali Raffaele Fitto, all’epoca coordinatore della Puglia per Forza Italia. 

Lo sottolinea la Cassazione nelle motivazioni della sentenza 16725 – depositata oggi – relativa all’udienza svoltasi il 19 marzo, quando sono stati respinti il ricorso di Fitto che chiedeva il dissequestro della somma e quello del pm che voleva sequestrare anche altri beni del ministro. Gli atti si riferiscono al procedimento, in corso a Bari, nel quale si ipotizza che l’imprenditore della sanità Giampaolo Angelucci abbia versato una tangente a Fitto per avere appalti in Puglia. La Cassazione osserva che “correttamente” i giudici di merito hanno evidenziato la “possibile dispersione del bene sequestrato in vista di successiva confisca” e il “ 'fumus commissi delictì non contestato dalla difesa” di Fitto. Così è stata confermata l’ordinanza del Tribunale del riesame di Bari che, lo scorso otto luglio, aveva sequestrato l’importo, dopo che indicazioni in tal senso erano arrivate dalla stessa Cassazione che, il 20 settembre 2007, aveva annullato il dissequestro deciso dal gip il primo agosto 2006.

IL COMMENTO DEL DIFENSORE: «ANCORA UNA NON NOTIZIA»
«E' veramente ammirevole e singolare  la solerzia con cui, soprattutto in periodo pre-elettorale,  vengono distribuite non-notizie sulla vicenda giudiziaria di  Raffaele Fitto, anche quando si tratta di situazioni di  carattere esclusivamente tecnico e senza alcuna influenza sul  merito». Lo sottolinea in una nota Francesco Paolo Sisto, il  legale del ministro per gli Affari Regionali Raffaele Fitto «La scelta della Cassazione di non accogliere nè il ricorso  dell’accusa, nè quello della difesa relativamente al sequestro  operato sul conto de 'La Puglia Prima Di Tuttò (e non su beni  personali) risale – aggiunge Sisto, che è anche parlamentare di  Forza Italia – al 19 marzo scorso e riguarda una somma  abbondantemente compresa, peraltro in fase di sole indagini, in  quanto era stato già sequestrato ad altri». 
«Il quesito – conclude il legale – riguardava quale fosse,  in tale situazione, la capienza massima del sequestro,  indipendentemente da valutazioni sulle responsabilità di  chicchessia. Ma ogni ragionevole sforzo per fermare l’inutile  quanto inevitabile movimento del circo mediatico è,  notoriamente, vano».  
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