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In Puglia e Basilicata

Lecce, imminente la cacciata della Poli Bortone dalla Giunta

Lecce, imminente la cacciata della Poli Bortone dalla Giunta
di FABIO CASILLI
Al Comue sarebbero già pronti anche i sostituti degli assessori del movimento “Io Sud”, prossimi ad essere defenestrati dal sindaco Paolo Perrone all’insegna della formula “due per tre”. Nel senso che, al posto di Severo Martini, Luciano Battista e della stessa Poli entrerebbero nell’e s e c u t ivo municipale, al momento, solo Wojtek Pankiewicz (Centro moderato) e Daniele Montinaro (eletto con la civica “Una buona azione per Lecce”)

19 Aprile 2009

LECCE - Per la “cacciata” di Adriana Poli Bortone e dei suoi fedelissimi dalla Giunta di Palazzo Carafa sarebbe ormai solo questione di giorni, se non addirittura di ore. E sarebbero già pronti anche i sostituti degli assessori del movimento “Io Sud”, prossimi ad essere defenestrati dal sindaco Paolo Perrone all’inse- gna della formula “due per tre”. Nel senso che, al posto di Severo Martini, Luciano Battista e della stessa Poli entrerebbero nell’e s e c u t ivo municipale, al momento, solo Wojtek Pankiewicz (Centro moderato) e Daniele Montinaro (eletto con la civica “Una buona azione per Lecce”). Ciò perché anche i subentranti in Consiglio ai due ex esponenti della minoranza (Massimo Ferranteper Pankiewicz e Paolo Foresio per Montinaro) sarebbero disposti a giurare fedeltà al sindaco Perrone. E questo consentirà al primo cittadino di poter contare su una maggioranza di 21 consiglieri (22 voti con quello del sindaco). Tra questi c'è anche Pa s q u a l e Gentile, eletto con la lista Corvaglia, ma ora nel gruppo misto.

E, dopo il botta e risposta epistolare tra il sindaco Perrone e l’assessore Severo Martini, ieri sono stati il ministro Raffaele Fitto e il sottosegretario Alfredo Mantovano a prendere posizione sulla “q u e re l l e ” a Palazzo Carafa. «Non c'è stata alcuna rottura del patto con gli elettori, a Lecce - ha chiarito Fitto - Quel patto si basava su un accordo tra Forza Italia ed An ed entrambi i partiti ora sono confluiti nel Popolo della Libertà. Sono semmai altri ad aver fatto scelte diverse ». Chiaro il riferimento alla Poli e a quanti hanno deciso di aderire ad “Io Sud”. «Le cui scelte in vista delle prossime elezioni sono ormai incompatibili con il percorso di questa Amministrazione» ha replicato, venerdì, lo stesso Perrone nella lettera aperta a Martini. «C’è bisogno di coerenza e piena condivisione sulle scelte del sindaco», è stato il lapidario commento di Mantovano.

Peraltro, il primo cittadino vuole evitare che i polibortoniani facciano campagna elettorale in città con in mano importanti deleghe come Lavori pubblici, Pubblica istruzione, Fascia costiera e Cultura. Anche per questo il rimpasto o l’azze - ramento della Giunta (per evitare i rischi di ricorsi al Tar da parte dei soci fondatori di “Io Sud”) dovrebbe essere imminente: forse già tra domani e martedì prossimo. E così si arriverebbe ad un esecutivo a 12, proprio il numero di assessori che, già nel 2007, Perrone avrebbe voluto varare. Poi, come si ricorderà, dopo le elezioni ed estenuanti trattative con la Poli, quadrò il cerchio a 13 componenti, cinque dei quali proprio in quota An.

«Ci vuole una dose di sfrontatezza superiore alla media per affermare che il sindaco Perrone avrebbe rotto il patto con gli elettori - ha sottolinea Antonio Pellegrino, ex segretario cittadino di Forza Italia - Nei dieci anni di governo cittadino Poli Bortone, i consiglieri di Forza Italia, anche quando valutazioni personali facevano ritenere che si stesse andando incontro ad iniziative politiche non sempre condivisibili, non hanno mai fatto mancare il loro appoggio, mettendo al centro del tavolo politico senso delle istituzioni e senso di responsabilità. Se Adriana Poli ha governato Lecce in maniera convincente, ciò lo si deve certamente alle sue doti politiche, ma anche e soprattutto allo spirito di squadra che Forza Italia allora, e il Pdl oggi, ritengono essere elemento primario per la gestione dell’attività amministrativa. Non si comprende perché (o meglio: i cittadini lo hanno compreso perfettamente), quando Adriana Poli ha dovuto lasciare lo scranno di primo cittadino, non ha ricambiato con pari moneta».
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