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In Puglia e Basilicata

Il tavolo al Mise

Ilva, Di Maio: «Non la regalo al primo che passa».
L'impegno di Mittal: «Nel 2023 il 15% in meno di CO2»

Il vicepremier vuole vederci chiaro e chiede miglioramenti ad ArcelorMittal. Il sindaco di Taranto: «Spero che si faccia in fretta» Per il segretario della Fiom Cgil Francesca Re David: «È solo un’assemblea di massa»

30 Luglio 2018

Redazione online

Si è svolto in mattinata al Ministero dello sviluppo a Roma, il tavolo sull'Ilva per la presentazione della proposta dell’addendum migliorativo. Al tavolo erano presenti i rappresentanti di 62 sigle, tra cui Arcelor Mittal, enti locoali e associazioni ambientali e di cittadini. Al termine dell'incontro il ministro dello Sviluppo e del Lavoro Luigi Di Maio ha precisato: «Io non aderisco a quell'idea politica per cui bisogna fare tutto per liberarsene. Allora, siccome bisogna liberarsene, il primo acquirente che passa gliela regaliamo. Non aderisco a quell'idea politica. Quindi chi ha fretta di regalare quello stabilimento al primo che passa faccia pure, ma quella fretta non risiede in questo Governo».«Io voglio vederci chiaro fino alla fine - ha aggiunto - Mi sono letto 23 mila pagine e avevo ragione perché ho trovato delle criticità»

LE PAROLE DI DI MAIO - «Ho chiesto ad ArcelorMittal dei miglioramenti sul piano ambientale e occupazionale e per me non sono ancora soddisfacenti». Lo ha detto il ministro dello Sviluppo economico e del Lavoro, Luigi Di Maio, al termine del tavolo odierno sull'Ilva. «So bene che questa procedura può sembrare inusuale, ma ci tenevo a far vedere a tutti i soggetti interessati l’evoluzione del piano da parte di Mittal perchè una cosa è leggerlo e un’altra parlarne dal vivo». Ha esordito così il vicepremier Luigi Di Maio al tavolo su Ilva. «Con l’incontro di oggi al Mise sull'Ilva si passa da un metodo in cui il mio predecessore firmava con ArcelorMittal senza dirlo neanche ai sindacati al momento in cui tutti si possono confrontare direttamente». ha aggiunto al termine dell'incontro. «E' un cambio di passo nel metodo e non capisco come si possa polemizzare su una cosa del genere».

Di Maio ha poi aggiunto in conferenza stampa: «Adesso procederemo alla disclosure pubblica del documento che ci ha presentato ArcelorMittal, nel quale ci sono le proposte che hanno fatto sul piano occupazionale e ambientale, così che tutto il mondo scientifico italiano possa analizzarle». 

IL CONFRONTO CON IL GOVERNO PRECEDENTE - «Se il governo precedente ha sbagliato la gara, si prende una responsabilità che è senza precedenti. Non me la prendo io, io mi prendo la responsabilità della gestione di quello che viene dopo. Mi auguro che tutto sia in regola, me lo auguro per il bene dello Stato. Se non dovesse essere così, porto tutte le carte in procura perché se ci sono rilievi ci sono dei reati commessi». Lo ha detto il vicepremier Luigi Di Maio sulla gara per Ilva precisando che «faremo subito, penso questa settimana, richiesta all’Avvocatura dello Stato che ci deve dire cosa si può fare e cosa no».

IL PIANO DI ARCELORMITTAL - ArcelorMittal si impegna a raggiungere, entro il 2023, «una riduzione delle emissioni di CO2 per tonnellata di acciaio liquido pari al 15% rispetto ai dati del 2017». E’ quanto si legge nell’addendum proposto da ArcelorMittal e presentato oggi al tavolo sull'Ilva al Mise. Il piano prevede anche l’impegno, anche per il periodo successivo alla durata del Piano industriale, a mantenere la produzione dell’acciaieria a ciclo integrato ad un livello non eccedente gli 8 milioni di tonnellate di acciaio liquido annue. Inoltre Mittal si impegna a concludere i lavori di copertura parchi entro giugno 2020: in particolare la copertura dei parchi a carbone è ora prevista entro giugno 2020, quello dei parchi di minerale ferroso entro gennaio. 

IL SEGRETARIO DELLA FIOM CGIL - «Con 62 sigle si può fare poco altro che ascoltare. E’ un’assemblea di massa che ci potevano mandare registrata. Non credo ci sia spazio per un confronto. Si sta parlando di un contratto di assegnazione col governo: senza governo non c'è nessuna possibilità di andare avanti, solo che questo non è un tavolo». Lo ha detto il segretario della Fiom Cgil Francesca Re David entrando al Mise per il tavolo su Ilva. «Se vogliamo un accordo, va fatto con i sindacati e firmato dai lavoratori. L’accordo si fa coi sindacati, l’informazione si può fare con tutti. Se non si vuole fare l’accordo si sceglie un’altra strada», ha aggiunto.

IL GOVERNATORE EMILIANO - «Le proposte di ArcelorMittal sono un piccolo passo avanti assolutamente insufficiente a garantire la salute dei miei concittadini». Lo afferma in una nota il governatore pugliese, Michele Emiliano, dopo aver partecipato al tavolo istituzionale sull'Ilva che si è tenuto al Mise». »Attendiamo - precisa Emiliano - un nuova reale proposta ArcelorMittal o altrimenti non daremo il nostro assenso al piano ambientale». «Vogliono ricostruire i due altiforni attualmente fermi per superamento della vita industriale utile - evidenzia Emiliano - alimentandoli ancora a carbone, e vogliono arrivare a otto milioni di tonnellate di produzione totalmente a carbone, mantenendo intatto il nesso fabbrica-carbone che uccide le persone e distrugge l’ambiente». «Non vogliono fare a meno del carbone - rileva il governatore - perché probabilmente guadagnano dal carbone e non dall’acciaio. Ma questo guadagno è possibile solo se non si intendono pagare i costi reali del carbone che sono la distruzione dell’ambiente e la compromissione della salute dei cittadini che vivono attorno alla fabbrica». «Se addebitassimo all’acquirente - prosegue Emiliano - tutti i costi sanitari e ambientali aggiuntivi che verranno individuati nei prossimi anni, si rifiuterebbero di pagarli». «Ecco perché - sottolinea - questa fabbrica deve essere totalmente decarbonizzata il più presto possibile, i due altiforni attualmente fermi devono essere ricostruiti con tecnologie totalmente decabonizzate». «Altrimenti - conclude - non c'è altra alternativa che chiudere».

IL SINDACO DI TARANTO - «Spero che si faccia in fretta e spero che ci sia una prova di chiarezza oggi dal tavolo di Roma. Perché, diversamente, saremo in trincea per tutelare gli interessi della nostra comunità». Lo ha detto Rinaldo Melucci, nel corso della conferenza stampa con i sindaci dell’area di crisi di Taranto, il presidente della Provincia, Martino Tamburrano, e il presidente di Confindustria Taranto, Vincenzo Cesareo, che hanno deciso di disertare il tavolo istituzionale sull'Ilva. «Noi - ha precisato Melucci - siamo ancora qui e siamo qui a disposizione dell’azienda, dei commissari, del governo». «Abbiamo dato, anche nell’ultimo mese - ha aggiunto il primo cittadino - molta collaborazione, consapevoli delle difficoltà del dossier e dell’assetto di governo, ma non abbiamo avuto mai risposte». «Non abbiamo mai cambiato direzione. C'è stato un percorso complicato anche col ministro Calenda - ha sottolineato Melucci - però abbiamo lavorato a una piattaforma per una serie di miglioramenti su lato ambiente, lato sociale e lato economico relativi all’applicazione del Dpcm dello scorso settembre». Ma, ha precisato, «se la risposta doveva darci chiarezza, inclusione e modo di perfezionare quella piattaforma, anche col contributo dei cittadini, quella chiarezza non c'è stata». «L'intenzione dei sindaci - ha concluso - non è quella di fare vetrina o di fare campagna elettorale su questa vicenda, ma è quella di affrontare seriamente il problema». 

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