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Berlusconi e 25/04 «Non sia "teatro"»

Berlusconi e 25/04 «Non sia "teatro"»
Dopo l'apertura del premier, Silvio Berlusconi, all'invito del segretario democratico, Dario Franceschini, ad essere a Milano per ricordare la Resistenza, fioccano le polemiche. Il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola: se Silvio Berlusconi andrà in piazza per celebrare il 25 aprile (il 25 aprile del 1945 si concludeva la "guerra partigiana" di liberazione dai nazisti; ndr) questa sarà «una cosa buona», ma solo se si tratterà di un «inizio di ripensamento». «Se si tratta di un colpo di teatro – aggiunge subito – non va bene». Detto più chiaramente: «Berlusconi non può contemporaneamente emanare editti bulgari, lanciare una fatwa nei confronti di tutto ciò che è dissenso e poi celebrare la data che rappresenta la libertà»

19 Aprile 2009

MONZA - Dopo l'apertura del premier, Silvio Berlusconi, all'invito del segretario democratico, Dario Franceschini, ad essere a Milano per ricordare la Resistenza, fioccano le polemiche. 

Secondo il presidente della Puglia, Nichi Vendola, se Silvio Berlusconi andrà in piazza per celebrare il 25 aprile questa sarà «una cosa buona», ma solo se si tratterà di un «inizio di ripensamento». «Se si tratta di un colpo di teatro – aggiunge subito – non va bene». «Celebrare il 25 aprile – ha aggiunto l’esponente di Sinistra e libertà – significa metter al bando qualunque pulsione autoritaristica, qualunque tendenza alla censura, qualunque insano proposito di limitare gli spazi di agibilità democratica». Detto più chiaramente: «Berlusconi non può contemporaneamente emanare editti bulgari, lanciare una fatwa nei confronti di tutto ciò che è dissenso e poi celebrare la data che rappresenta la libertà».

«Alcuni a destra - ha aggiunto Vendola, che oggi a Monza ha partecipato alla presentazione dei candidati alle provinciali della Sinistra – hanno fatto un percorso anche di autocritica per recidere qualunque relazione con la storia fascista, altri hanno fatto solo un rapido maquillage. Altri, come il gruppo dirigente berlusconiano, hanno esibito una lontananza ideale da quella data». Ed è per questo motivo, secondo il presidente della Puglia, che sarebbe una «cosa buona» se la partecipazione al corteo del 25 aprile da parte di Berlusconi fosse un inizio di ripensamento «perchè – ha concluso – in parte del centrodestra vi è una assoluta indifferenza e una esibita ostilità nei confronti della storia antifascista e democratica del nostro Paese».

Il ministro alla Difesa, Ignazio La Russa (An/Pdl), contesta «che Franceschini possa imporre al presidente del Consiglio di partecipare alla manifestazione di Milano, io dico che quella non è una vera celebrazione del 25 aprile. E perciò Berlusconi farebbe bene a non andarci». Secondo il ministro infatti si tratterebbe «di una sfilata di propaganda» alla quale partecipano «facinorosi. Abbiamo forse dimenticato cosa accadde alla Moratti? Lei e il padre sulla sedia a rotelle furono aggrediti, insultati, vergognosamente oltraggiati», inoltre «una manifestazione dove sventolano più bandiere rosse che tricolori non può essere un luogo condiviso».

Il presidente dell'Udc Pier Ferdinando Casini taglia corto: «E' penoso che anche il 25 aprile sia spunto di polemica politica, è un momento di unità che deve essere lasciato fuori da qualsiasi tipo di bega politica che non interessa in alcun modo gli italiani».
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