Mercoledì 10 Agosto 2022 | 08:00

In Puglia e Basilicata

A Bitonto inaugurata la galleria delle meraviglie

A Bitonto inaugurata la galleria delle meraviglie
di GIACOMO ANNIBALDIS 
Inaugurata ieri, a Bitonto, la Galleria nazionale di Puglia. E' dedicata a «Girolamo e Rosaria Devanna», i due generosi donatori della favolosa quadreria comprendente 229 tele e 108 disegni. Con l’istituzione della Galleria nazionale (unica in Puglia) la cittadina si candida a diventare uno dei più suggestivi poli d'arte nella regione. Grazie anche al museo archeologico «De Paolo Ungaro» al recupero della Torre Angioina, alla musealizzazione del succorpo della Cattedrale, ai palazzi rinascimentali restaurati (i ritrovati affreschi del Vulpano saranno illustrati in questi giorni da Nicola Pice)

19 Aprile 2009

BARI - Da Tiziano a De Nittis, da Poussin ai Gentileschi, Orazio e Artemisia, da Lanfranco a von Lenbach, da Battistello Caracciolo a De Mura, da Giaquinto a Delacroix... Si presenta con una notevole dote la Galleria nazionale di Puglia inauguratasi ieri a Bitonto e dedicata a «Girolamo e Rosaria Devanna», i due generosi donatori della favolosa quadreria comprendente 229 tele e 108 disegni. Girolamo Devanna, bitontino a Urbino, dal 2001 aveva espresso la volontà di regalare parte della sua collezione al paese di origine. E ieri si aggirava tra le sale, con la sorella Rosaria, soddisfatto nel vedere realizzato il suo desiderio, grazie alla sinergia di tutte le istituzioni, dallo Stato alla Regione al Comune. Unione d’intenti che consegue un altro rilevante risultato: l’acquisizione (anche se non ancora totale) e il recupero del prestigioso edificio rinascimentale, il Palazzo Sylos Calò. Gli autori esposti nella Galleria (solo 160 circa delle opere donate) hanno nomi eclatanti, anche se non tutti noti al grande pubblico; anche se le attribuzioni più altisonanti (Tiziano, Veronese, El Greco, Giaquinto...) non sono sempre accertate. Le opere rimandano ad una creatività europea, dall’Italia alla Francia, dalla Germania alla Spagna, alla Scozia... 

L’importanza del museo - hanno sostenuto gli organizzatori - è «nella peculiarità del suo patrimonio che, per la forte presenza di artisti stranieri, si configura come offerta culturale eccentrica, nuova e stimolante rispetto ai tradizionali percorsi d’arte della maggior parte dei musei storici italiani, in forte e quasi esclusiva connessione al territorio di appartenenza». Tuttavia basta un primo sguardo per rendersi conto che questa collezione intrigante, è in sostanza la consacrazione di un gusto, quello dei donatori Devanna, che è andato affinandosi attraverso l’avventurosa ricerca sul mercato antiquariale, con quella «maniacalità » che ha indotto a scegliere i singoli pezzi coniugando gli interessi estetici con la casualità della scoperta, della ricerca e della convenienza del prezzo. 

Ma anche ci si rende conto di quanto l’origine dei Devanna (pugliesi, Girolamo ha insegnato Letteratura americana all’Università di Urbino, Rosaria abita a Bitonto) abbia influito sulle scelte, molto spesso dettate dal richiamo dell’arte regionale: quindi privilegiando opere di autori nostri o di artisti che hanno operato in Puglia. Si va dalla piccola e deliziosa «Madonna con Bambino» del Maestro di Barletta del ‘500 alle «icone» dei Bizamano e Scupula, pittori cretesi fuggiti in Italia tra XV e XVI sec. e che ebbero atelier a Otranto e forse Barletta. Si va dalle telette del molfettese Giaquinto al ritrattino della «voce regina» Farinelli, il celebre castrato di Andria. Ma non mancano i secenteschi fratelli Fracanzano, Cesare e Francesco, a tutti gli effetti pugliesi, e poi Luca Giordano e De Mura, e i settecenteschi De Matteis e l’anglo-partenopeo Pietro Fabris. Fino ai nostri ottocenteschi De Nittis, Netti, Toma, Altamura, Armenise, Damaso Bianchi... 

La loro presenza non dissolve l’impressione di un colpo d’occhio internazionale, inconsueto per la nostra regione e promettente futuri e proficui approfondimenti. Aleggiava una composta felicità per questa inaugurazione. E mentre Girolamo Devanna ci mostrava questa o quella tela, chiosandone firme, attribuzioni, datazioni, contesti e botteghe, la sorella Rosaria svelava retroscena più famigliari, come quando bonariamente rimprovera il fratello di averle regalato dei quadri che poi ha donato al museo senza neppure chiederle il permesso. A Girolamo, una sensuale «Maddalena penitente» (pelle diafana e un seno nudo prorompente), opera secentesca di scuola toscana, sollecitava commenti sulla sessualità nelle immagini sacre, uniche concessioni al rigore ecclesiale di quei tempi (quei languidi San Sebastiano!). 

A Rosaria, invece, il quadro del Lanfranco - con la Madonna che benedice un adulto Gesù, in partenza per i suoi tre anni di apostolato - evoca domestici affetti (il quadro era nella stanza di mamma). A illustrarci i vari secoli (la galleria è stata divisa in cinque sezioni, ogni sezione con un colore diverso per ogni secolo dal ‘500 all’800) il sovrintendente Fabrizio Vona, con Antonella Simonetti, Rosa Lorusso, Nuccia Barbone. 

Nelle intenzioni del sovrintendente Vona il museo non sarà una muta galleria di opere esposte, ma proporrà incontri, mostre, iniziative che lo rendano vivo e parlante. Si comincerà fra una decina di giorni, con la presentazione della «Guida», il «piccolo ma esauriente» catalogo predisposto per l’illustrazione delle opere, sovvenzionato dal Comune. Ma è già in mente una mostra che presenti una scoperta pugliese del Vona stesso: una inedita tela di Massimo Stanzione rinvenuta di recente a Bisceglie, che sarà affidata alle cure di Sebastian Schuetze, riconosciuto studioso dell’artista napoletano. La mostra comprenderà quadri attribuiti al Cavalier Massimo e alla sua bottega posseduti dalla Galleria e altre opere sparse nella regione. 

Ma già urgono i disegni, 108, regalati dai Devanna. Nonché - propone Girolamo - la esposizione ragionata delle altre opere della collezione rimasta nelle sue mani: statue, reperti archeolo gici, quadri... Altra iniziativa in cantiere - aggiunge Vona - sarà l’esposizione della meravigliosa icona bitontina raffigurante San Francesco d’Assisi e considerata una delle prime del Santo Poverello. È stata appena restaurata nel progetto del nuovo allestimento del museo diocesano di Bit onto. Con l’istituzione della Galleria nazionale (unica in Puglia) la cittadina si candida a diventare uno dei più suggestivi poli d’arte nella nostra regione. Grazie anche al museo archeologico «De Paolo Ungaro» al recupero della Torre Angioina, alla musealizzazione del succorpo della Cattedrale, ai palazzi rinascimentali restaurati (i ritrovati affreschi del Vulpano saranno illustrati in questi giorni da Nicola Pice). Si è seminato bene nel passato. Ora bisogna coltivare altrettanto bene.
di GIACOMO ANNIBALDIS
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