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In Puglia e Basilicata

«Chiunque poteva entrare nella camera di Meredith»

«Chiunque poteva entrare nella camera di Meredith»
Al termine del sopralluogo svolto dalla Corte d'assise di Perugia - che processa per il delitto Raffaele Sollecito e l'americana Amanda Knox - i difensori del giovane pugliese hanno detto che i giudici hanno potuto accertare «che una persona agile poteva arrampicarsi ed entrare nella casa». La difesa Sollecito infatti sostiene che la Kercher venne uccisa durante un furto finito male

18 Aprile 2009

PERUGIA – E' una situazione «spettrale» quella nel casolare di via della Pergola teatro dell’omicidio di Meredith Kercher. A dirlo è stata oggi l’avvocato Giulia Bongiorno, uno dei difensori di Raffaele Sollecito, al termine del sopralluogo svolto dalla Corte d’assise di Perugia che processa per il delitto il giovane pugliese e Amanda Knox (che non hanno partecipato alla verifica svolta dai giudici). Il legale ha parlato di una casa in condizioni «pessime». 

«Al disordine delle perquisizioni – ha proseguito – si è aggiunto quello provocato dai due accessi abusivi (avvenuti nei mesi scorsi – ndr). Ci sono tra l’altro ancora moltissimi coltelli». Secondo la Bongiorno «è stato importante che la Corte si sia resa conto delle dimensioni dell’appartamento». 

Per l’avvocato Luca Maori, un altro dei difensori di Sollecito, i giudici «hanno potuto rendersi conto che dal terreno antistante alla camera con la finestra rotta la finestra poteva essere lanciata una pietra». «E' stato accertato che una persona agile – ha aggiunto – poteva arrampicarsi ed entrare nella casa». La difesa Sollecito ha infatti sostenuto che la Kercher venne uccisa durante un furto finito male.

EX-PENTITO DICE CHE SOLLECITO E' INNOCENTE. IN PASSATO DIEDE INFORMAZIONI INFONDATE SU ALTRI CASI
Sul delitto ora annuncia rivelazioni un ex collaboratore di giustizia. L'udienza di oggi del processo a Raffaele Sollecito e ad Amanda Knox si è infatti aperta con la notizia di una lettera inviata al collegio da Luciano Aviello, napoletano di 40 anni, detenuto ad Ancona per estorsione e già inquisito per associazione di stampo mafioso e tentata calunnia. In due pagine scritte a mano ha sostenuto di sapere che Sollecito è innocente e per questo chiede di essere sentito dagli inquirenti. Ha poi affermato di avere dato incarico a suoi «amici» di forzare i sigilli della casa del delitto (oggetto di due accessi abusivi nei mesi scorsi) per dimostrare che chiunque poteva entrare. Aviello – noto tra l’altro per avere fornito indicazioni infondate su altri casi, come la scomparsa di Angela Celentano – non ha però dato indicazioni sugli elementi in suo possesso. I difensori di Sollecito valuteranno quindi se chiedere la sua testimonianza mentre la procura di Perugia non sembra dare credito alle presunte rivelazioni.


"PROPRIETARIA CASA CHIEDERA' DISSEQUESTRO"
Chiederà nella prossima udienza del processo a Raffaele Sollecito e ad Amanda Knox, giovedì prossimo, il dissequestro della casa dove venne uccisa Meredith Kercher l’avvocato Letizia Magnini che rappresenta come parte civile la proprietaria dell’abitazione. Lo ha annunciato lo stesso legale al termine del sopralluogo della Corte d’assise. L'avvocato Magnini ha parlato di “disordine e confusione” nella casa che non ha comunque subito danni strutturali. “La mia assistita – ha spiegato ancora – intende sistemarla, mettendo prima di tutto delle grate alle finestre. Per il momento non pensa comunque a venderla”. Per l’avvocato Francesco Maresca, che rappresenta insieme a Serena Perna la famiglia Kercher, i “luoghi sono ormai privi di interesse processuale”. “La restituzione della casa alla proprietaria – ha aggiunto – contribuirà a chiudere un capitolo così triste. Nelle stanze si notano ancora i segni della tragedia. In particolare in quella di Mez dove il sangue è in terra e sul muro”.
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