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In Puglia e Basilicata

Turismo: si riparte  da 87 piccoli Comuni

Turismo: si riparte  da 87 piccoli Comuni
di GIUSEPPE ARMENISE
Tra flussi turistici e e prodotti tipici, ecco l’economia di Puglia che non soffre la crisi. Castro, dopo i crolli dello scorso gennaio, eletta centro di riferimento di «Voler bene all’Italia». Vento e sole, nella Daunia, sono occasioni naturali per le fonti energetiche alternative. Domenica l'iniziativa di Legambiente

18 Aprile 2009

di GIUSEPPE ARMENISE 

Italia, in epoca di crisi e «depressione » economica, la riscossa parte dai piccoli comuni. O, come si raccomanda il presidente della sezione pugliese dell’associazione nazionale comuni d’Italia, Michele Lamacchia, dai comuni con minore dimensione demografica. Per maggiore comprensione di tutti, parliamo di quei municipi che contano meno di 5000 anime, sono nucleo fondante della comunità come la si intendeva una volta e, udite udite, brandiscono come valore l’insofferenza alla globalizzazione massificante nella quale i sapori e gli odori non assomigliano ad alcun odore o sapore. Domani si celebra in tutta Italia la sesta edizione di «Voler bene all’Italia», titolo significativo di u n’iniziativa voluta da Legambiente e sostenuta oggi da Anci e Enel green power, più prosaicamente chiamata «Festa nazionale dei piccoli (a minor dimensione demografica, prego) comuni». 

In Puglia ce ne sono 87, 79 dei quali nelle zone del Foggiano (39) e del Salento (40). Un patrimonio? Una ricchezza? L’uno e l’altra e, quel che è più rivoluzionario per la logica in voga nel Terzo millennio, non soltanto in termini economici. La qualità e gli standard di vita dei piccoli comuni funzionano infatti oggi da chiave di lettura culturale di una certa non più solo nostalgica riscoperta di valori e buone pratiche destinate - un po’ pomposamente? - a salvare il pianeta Terra. In Italia i piccoli comuni sono 5.868, pari al 72% dei comuni italiani, e vi risiede più di un quinto della popolazione nazionale. Le produzioni agricole di qualità, le abilità manifatturiere e artigianali, l’immenso patrimonio enogastronomico, ma anche il risparmio energetico, le fonti rinnovabili, il riciclo dei rifiuti, l’innovazione tecnologica sono le eccellenze dei piccoli comuni, infatti nel 99,5% dei piccoli comuni si trovano prodotti tipici ed è sempre qui che vengono prodotti il 93% delle dop (prodotti che si sono meritati il marchio della denominazione di origine protetta) e degli Igp (Indicazione geografica protetta), accanto al 79% dei vini pregiati. 

Lo slogan di Voler Bene all’Italia «il futuro abita qui» si pone quindi l’obiettivo di fare emergere i territori delle eccellenze e della qualità. Capitale di Puglia dell’iniziativa di Legambiente (il programma integrale, città per città, è disponibile sul sito www.piccolagrandepuglia.it) è stata eletta per quest’anno Castro, città la cui immagine turistica di grandissimo pregio è stata pesantemente colpita, lo scorso gennaio, dal cedimentodi parte del costone di roccia sul quale sorge una parte significativa del caratteristico centro balneare salentino. E da una tragedia sfiorata ad una vissuta, il passo che porta il pensiero a quanto accaduto nell’ultima settimana in Abruzzo è breve. Per questo, i Comuni di Puglia hanno deciso, in occasione di «Voler bene all’Italia», di adottare il piccolo comune di Poggio Picenze. 

Quest’anno poi, novità delle novità, nascono le bandiere arancioni della Puglia (nell’ambito del programma nazionale) in collaborazione con il Touring club d’Italia. L’accordo tra regione e Tci è stato annunciato ieri, nel corso della presentazione di «Voler bene all’Italia» (per Legambiente c’era il presidente regionale, Francesco Tarantini, per Enel green power, Donato Leone), dall’assesso - re al Turismo, Massimo Ostillio. Ci sono da rispettare 250 parametri, riguardanti sostenibilità e qualità del vivere. Dalla raccolta differenziata dei rifiuti alla diffusione delle fonti energetiche rinnovabili. «Ma tradizioni, storia e qualità del vivere - ha detto Ostillio - sono valori aggiunti dei nostri territori».
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