Lunedì 08 Agosto 2022 | 02:41

In Puglia e Basilicata

«La Marina vende bombe ecologiche»

«La Marina vende bombe ecologiche»
TARANTO - Secondo la Guardia di Finanza due ex aree demaniali - che erano state dismesse dalla Marina Militare e già in parte vendute a privati - pur essendo state adibite a depositi di carburanti, non erano mai state bonificate. Le aree si trovano alla periferia di Taranto e sono state sequestrate in esecuzione di un provvedimento emesso d'urgenza dalla Procura della Repubblica. I due siti (con un'estensione complessiva di oltre 200.000 mq), secondo gli investigatori, costituivano pericolo per la salute pubblica. Sono state denunciate tre persone

17 Aprile 2009

TARANTO – Due ex aree demaniali dismesse dalla Marina Militare e in parte acquistate da privati, della estensione complessiva di oltre 200.000 mq, che si trovano nella zona "Taranto 2" alla estrema periferia orientale della città, adibite a depositi di carburanti, sono state sequestrate dai militari della Guardia di Finanza. I militari hanno sottoposto a sequestro anche quattro vasche in cemento armato e cinque serbatoi interrati nonchè migliaia di tonnellate di idrocarburi e rifiuti speciali. 

Nel corso dell’operazione sono state denunciate tre persone. 

I militari della Guardia di Finanza, anche con rilevamenti aerei fatti da elicotteri del Corpo in dotazione alla sezione aerea di Bari, hanno accertato nel corso delle indagini che le due aree erano state dismesse dalla Marina Militare ma, prima di essere anche vendute a privati, non erano state bonificate. Il sequestro è stato effettuato in esecuzione di un provvedimento emesso d’urgenza dalla Procura della Repubblica. I due siti, secondo gli investigatori, erano in evidente stato di abbandono, costituendo pericolo per la salute pubblica. 

Oltre alle due aree, sono state infatti sequestrate migliaia di tonnellate fra idrocarburi e rifiuti speciali abusivamente stoccati, quattro vasche interrate in cemento armato di elevata cubatura, cinque serbatoi metallici interrati della capacità di circa 15.000 metri cubi ciascuno. Gli investigatori ritengono che i rifiuti idrocarburici ancora presenti nelle vasche e nei serbatoi rappresentino un pericolo per l’inquinamento ambientale e per l’incolumità pubblica.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Lascia un commento:

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Carica altre news...

 

PODCAST

 

PRIMO PIANO

EDITORIALI

 
 
 
 
- News dai Territori -
 
Editrice del Mezzogiorno srl - Partita IVA n. 08600270725