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In Puglia e Basilicata

Turisti in fuga da Lecce «Troppo pochi i servizi»

Turisti in fuga da Lecce «Troppo pochi i servizi»
Centro vietato ai pullman. I tour operator: «Almeno si attrezzi il terminal del Foro Boario». «Fra qualche giorno arriveranno le orde di studenti in gita scolastica. Sono ragazzi che non consumano il pranzo nei ristoranti, ma seduti sui gradini delle chiese, dove tirano fuori dallo zainetto quello che si sono portati da casa. Non sarebbe più decoroso per tutti, organizzare meglio questi momenti?»
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17 Aprile 2009

LECCE - Niente autobus in città? «Allora attrezzate come si deve il terminal al Foro Boario ». I turisti che arrivano in città si lamentano e si rivolgono a “Pronto Gazzetta”. «Se l’amministrazione comunale ha vietato l’ingresso in città ai bus “granturismo”, costringendo di fatto i gruppi organizzati di passeggeri, anziani e non sempre autosufficienti, a percorrere a piedi lunghi tratti per raggiungere il centro», hanno protestato nei mesi scorsi gli organizzatori di alcuni tour in città, «dovrebbe quantomeno allestire un terminal degno di questo nome. Con salette di attesa, bar, toilettes, internet point e navette di collegamento. Se si vuole puntare sul turismo non si possono adottare decisioni che si rivelano poi in conflitto con le esigenze più elementari del forestiero». Fin qui le lamentele di alcuni gruppi di turisti, che nello scorso febbraio andarono via da Lecce, «sbattendo la porta». 

Cosa era accaduto? Questi visitatori, provenienti dall’a re a della Lucania, avevano chiesto all’ufficio Mobilità del comune, di poter entrare con il bus, fino in via XXV Luglio, dove, nella villa comunale, avrebbero consumato il pranzo che si erano portati al seguito. Di fronte al rigore della burocrazia, che non aveva inteso concedere deroghe per nessun motivo, il gruppetto organizzato non se l’era sentita di percorrere a piedi un chilometro in città (dal terminal Boario alla villa comunale), con le lasagne, le pentole, le braciole e le frittate caserecce al seguito. Nè il capo comitiva aveva potuto suggerire di rimanere presso l’inesistente “Autopor to” e là consumare il pranzo, come si fa in molte altre città. Quindi avevano girato i tacchi ed erano ripartiti alla volta di Brindisi. Non prima di aver giurato che «a Lecce non ci avrebbero più messo piede». «Questi episodi devono far riflettere», commenta un tour operator leccese, «Se è vero che la lotta all’inqui - namento deve essere radicale, è altrettanto sacrosanto creare le condizioni perchè il turista possa rimanere soddisfatto di essere sbarcato a Lecce». «Fra qualche giorno - continua - arriveranno le orde di studenti in gita scolastica. Sono ragazzi che non consumano il pranzo nei ristoranti, ma seduti sui gradini delle chiese, dove tirano fuori dallo zainetto quello che si sono portati da casa. Non sarebbe più decoroso per tutti, organizzare meglio questi momenti?». [ce.m.]
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