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In Puglia e Basilicata

C'è sempre un intoppo il Petruzzelli resta chiuso

C'è sempre un intoppo il Petruzzelli resta chiuso
Il Comitato tecnico di prevenzione antiincendi chiede ulteriori chiarimenti, sembra una decina, alla società di certificazione. Oggetto di perplessità sempre l’ormai celeberrimo solaio del foyer, l’unica parte del teatro restaurata e non ricostruita
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17 Aprile 2009

BARI - Dal Comitato tecnico di prevenzione incendi non arriva nessuna deroga per il Petruzzelli. Non si poteva aprire sino a ieri e non si può aprire nemmeno ora perché l’istruttoria istituita dall’ing. Micunco, comandante provinciale dei vigili del fuoco, ha portato ad una richiesta di nuovi chiarimenti da fornire entro dieci giorni. Con ogni probabilità a pesare sulla decisione è anche il fatto che per la prima volta in Puglia viene applicata una valutazione della resistenza al fuoco mediante un approccio prestazionale ingegneristico. Una vera e propria simulazione di incendio eseguita nell’impossibilità di verificare i materiali tramite certificazione perché il foyer del teatro è l’unica parte che si è salvata dall’incendio distruttivo del 27 ottobre 1991 ed è stato oggetto di un «semplice » restauro (tra l’altro eseguito, come molti ricorderanno, precedentemente alla ricostruzione) ed il solaio, che funge da pavimento del Circolo Unione sovrastante, è la parte maggiormente «incriminata». 

Dunque, i tecnici del Comando regionale dei vigili del fuoco (cui spetta il parere ultimo) vanno con i piedi di piombo nella valutazione e chiedono altri dettagli, altri particolari. Per altro già anticipati verbalmente nei giorni scorsi, per cui non è difficile pensare che Hughes Associates Europe, la società con sedi in tutto il mondo che si sta occupando della valutazione prestazionale, sia già a buon punto con la formulazione delle risposte. Quando arriveranno, il Comitato tecnico di prevenzione incendi si muoverà per autorizzare una deroga per il foyer: i vigili, in pratica, forniranno una serie di indicazioni che, dovranno essere applicate tutte le volte che nel teatro si terrà uno spettacolo, perché il politeama possa essere riaperto. Con ogni probabilità si tratterà dell’obbligo di una presenza di pompieri nell’atrio durante ogni spettacolo, per tenere sotto controllo il solaio, e l’inibizione al calpestio dei locali sovrastanti (quelli del Circolo Unione) durante le rappresentazioni. 

Dette così, sembrano misure eccessive ma il riguardo e l’attenzione per il Petruzzelli non sono certo quelli per una qualunque struttura adibita ad utilizzo pubblico. Quanto alla riapertura, naturalmente, tutto un altro paio di maniche. Una volta incassata l’agibilità con riserva, preso atto della chiusura del collaudo tecnico- amministrativo avviato nelle scorse settimane, messa in cassaforte la definitiva autorizzazione della commissione provinciale di vigilanza sui locali di pubblico spettacolo, presieduta dal prefetto Schilardi, al commissario per la ricostruzione, l’ing. Angelo Balducci, non rimarrebbe che consegnare le chiavi del teatro al committente, ovvero il ministro per i Beni culturali. E quel che vuol fare il ministro resta un mistero più fitto di quello che circonda il miracolo della sangue di san Gennaro. 

Chiaro, chiarissimo, che di riaprire il teatro prima delle elezioni di giugno non se ne parli proprio (nelle pagine di spettacoli potete leggere il programma del Maggio che la Fondazione svolgerà tra Piccinni e padiglione 7 della Fiera del Levante), anche se l’ing erenza di un ministro nella bagarre politico- amministrativa locale sembra ben più che solo irrituale. Soprattutto, a sconcertare è la totale mancanza di comunicazione, che sembra sconfinare con una mancanza di rispetto per la città. Fermo restando che di dare le chiavi alla Fondazione, e dunque al sindaco che la presiede, sembra escluso, che ne farà mai Bondi delle chiavi? [f.c.]
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