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In Puglia e Basilicata

Piano casa: in Puglia regole più severe

Piano casa: in Puglia regole più severe
di MASSIMILIANO SCAGLIARINI
La Regione: niente nuove stanze per le villette al mare. «Solo ampliamenti di qualità». L’assessore Barbanente: saranno individuati «territori esclusi», nei quali non sarà consentito alcun ampliamento: oltre ai centri storici, anche le zone di pregio paesaggistico, le aree tutelate e quelle a rischio idrogeologico. La Puglia dice no agli automatismi nei cambi di destinazione d’uso
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17 Aprile 2009

di MASSIMILIANO SCAGLIARINI

BARI - Qualità e tutela del paesaggio con pochissimi ampliamenti: il piano casa della Puglia lascerà a bocca asciutta molti appetiti edilizi. Nel testo che sarà predisposto dall’assessore regionale Angela Barbanente («Saremo rapidissimi», promette) ci saranno infatti vincoli più stringenti rispetto a quelli nazionali, ma allo stesso tempo anche maglie molto più larghe per alcune operazioni di demolizione e ricostruzione. Un approccio a due facce, dunque. Che nel caso degli ampliamenti circonderà di molti paletti la norma quadro nazionale (fino al 20% di nuove cubature per le abitazioni mono o bifamiliari fino a 1.000 metri cubi). 

Il limite massimo di ampliamento, 200 metri cubi, non sarà infatti incrementato in sede regionale, anzi saranno previsti - spiega la Barbanente - «criteri stringenti di qualità». E soprattutto, saranno individuati «territori esclusi», nei quali non sarà consentito alcun ampliamento: oltre ai centri storici, anche le zone di pregio paesaggistico, le aree tutelate e quelle a rischio idrogeologico. Significa impedire qualunque intervento in deroga su buona parte delle seconde case, che in Puglia sorgono quasi sempre (vedi Rosamarina o Castellaneta Marina) in aree sottoposte a tutela. 

Lo stesso discorso varrà anche per le sopraelevazioni: «Senza garanzie dal punto di vista tecnico - dice la Barbanente - si rischia di mettere a repentaglio l’incolumità delle persone». 
Il disegno di legge regionale conterrà anche in questo caso una serie di limiti specifici, in particolare richiamerà al rispetto delle disposizioni in materia di distanze tra fabbricati: un paletto che si aggiunge a quelli previsti in sede nazionale, che legano invece gli interventi al rispetto delle normative antisismiche. 

Discorso più articolato per gli interventi di demolizione e ricostruzione, per i quali l’accordo con il governo prevede bonus fino al 35% della cubatura e si limita alle costruzioni residenziali. «Per l’edilizia di scarsa qualità - dice la Barbanente - non vedo alcun ostacolo a estendere il bonus al non residenziale. Avevamo già fatto una cosa simile nel quadro di altre leggi. Vanno considerate le specificità del nostro territorio, ad esempio le zone costiere che sono piene di fabbricati da riqualificare: in questo senso, la rilocalizzazione potrà richiedere anche un premio di volumetria superiore al 35%». Nella legge ci saranno anche «segnali» sul fronte della semplificazione. 

«Il governo - dice la Barbanente - ha già accolto la nostra richiesta di rendere libera la realizzazione di impianti da energia rinnovabile: proseguiremo su questa strada». Ma la Puglia dice no agli automatismi nei cambi di destinazione d’uso: «Su questo punto, la bozza del decreto legge (che parla di “mutamenti di destinazione d'uso attuati senza esecuzione di opere edilizie, purchè non determinino un aumento del carico urbanistico, nel rispetto delle prescrizioni urbanistiche comunali”, ndr) non ci convince: sono aspetti sui quali non è possibile andare in deroga alle regole ordinarie».
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