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In Puglia e Basilicata

Uccisero ladro, Cc patteggiano pena

Uccisero ladro, Cc patteggiano pena
POTENZA - Rocco Sileo, di 46 anni, e Francesco Percoco, di 28 anni, il vicebrigadiere e il carabiniere che, la notte dell'8 maggio 2007, spararono durante l'inseguimento con alcuni ladri che avevano rubato un bancomat, a Potenza, uccidendo Teodoro Santoro, di 51 anni, di Modugno (Bari) hanno patteggiato oggi una condanna a due anni di reclusione (pena sospesa) davanti al gup, Gerardina Romaniello.

16 Aprile 2009

POTENZA - Rocco Sileo, di 46 anni, e Francesco Percoco, di 28 – il vicebrigadiere e il carabiniere che, la notte dell’8 maggio 2007, spararono durante l'inseguimento dei ladri che avevano rubato un bancomat, a Potenza, uccidendo Teodoro Santoro, di 51 anni, di Modugno (Bari) – hanno patteggiato oggi una condanna a due anni di reclusione (pena sospesa) davanti al gup, Gerardina Romaniello.

Intorno alle ore 3 di quella notte alcune persone entrarono in un centro commerciale, caricando un bancomat della BancApulia su un furgone, sul quale poi fuggirono in due (gli altri viaggiavano su un’automobile). Attraverso il sistema satellitare del bancomat i Carabinieri intercettarono il furgone a Brindisi di Montagna (Potenza), sulla statale 407 "Basentana".


Durante l’inseguimento i due Carabinieri – citati in giudizio per omicidio colposo al termine di un’inchiesta coordinata dal pm, Henry John Woodcock – spararono numerosi colpi con le armi di ordinanza e dissero di averlo fatto rispondendo ai proiettili sparati dai ladri. Di questi ultimi, quelli sull'auto riuscirono a far perdere le tracce, mentre il furgone si fermò in un’area di sosta: dei due occupanti, uno fuggì, mentre Santoro rimase ucciso.

I familiari di Teodoro Santoro chiederanno un risarcimento all’Arma dei Carabinieri e al Ministero della Difesa: lo ha reso noto uno dei legali di parte civile della famiglia Santoro, l’avvocato Nicola Quaranta.


"Stiamo preparando l’atto di citazione, poichè il risarcimento non può essere chiesto e stabilito in sede di patteggiamento – ha aggiunto Quaranta – ma non sono soddisfatto di come è stata gestita la vicenda dalla Procura. Il furgone su cui viaggiava Santoro è stato colpito da una raffica di mitra, esplosa dai carabinieri senza che ve ne fosse necessità: il mezzo è lento, e poco lontano c'era un posto di blocco".

"Sono stupito dal fatto – ha concluso l’avvocato – che non sia stato contestato l’omicidio volontario ma quello colposo, nonostante gli stessi militari avessero ammesso successivamente di aver depistato le indagini, senza alcuna sospensione cautelare dal servizio".

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