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D'Ambrosio nuovo vescovo di Lecce

D'Ambrosio nuovo vescovo di Lecce
Mons. D’Ambrosio, 68 anni, sarà “trasferito” da San Giovanni Rotondo a Lecce. Ha terminato il suo mandato come arcivescovo della Diocesi di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo. Le indiscrezioni circolate alcune settimane fa corrispondono dunque a verità. Manca solo l’ufficialità che dovrebbe essere assicurata oggi dallo stesso D’Ambrosio nel corso della cerimonia in programma alle ore 12 presso la Cattedrale di Manfredonia.

16 Aprile 2009

di FRANCO TROTTA

SAN GIOVANNI ROTONDO - Tutto vero. Mons. D’Ambrosio, 68 anni, sarà “trasferito” da San Giovanni Rotondo. Ha terminato il suo mandato come arcivescovo della Diocesi di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo. Le indiscrezioni circolate alcune settimane fa corrispondono dunque a verità. Manca solo l’ufficialità che dovrebbe essere assicurata oggi dallo stesso D’Ambrosio nel corso della cerimonia in programma alle ore 12 presso la Cattedrale di Manfredonia.

Per qualcuno la cerimonia delle cresime che mons. D’Ambrosio ha tenuto ieri sera presso il Santuario di Santa Maria di Merino a Vieste sarebbe da considerare l’ultimo atto ufficiale dell’arcivescovo garganico. Ed invece non è così, perché don Mimì, come viene affettuosamente chiamato dai suoi fedeli, dovrebbe essere trasferito a Lecce al posto di mons. Cosmo Francesco Ruppi, solo dopo la visita del Papa Benedetto XVI fissata per il prossimo 21 giugno a San Giovanni Rotondo. Su questo non ci dovrebbero essere dubbi.

Il trasferimento in terra salentina viene considerato una sorta di promozione per D’Ambrosio, ma un ritorno al passato, in una metropolìa (com’era Foggia), dopo la parentesi garganica, quest’ultima durata sei anni. Era infatti l’anno 2003 quando don Mimì si insediò nella diocesi a lui tanto cara visto che è nativo di Peschici.

 L’arrivo di D’Ambrosio coincise con la investitura dello stesso presule a delegato della Santa Sede per le Opere di Padre Pio ossia dell’Ospedale Casa Sollievo della Sofferenza e del Santuario, soprattutto alle offerte legate alla figura del santo con le stimmate. Con il trasferimento di D’Ambrosio dovrebbe pertanto terminare quello che qualcuno chiamò “il periodo della normalizzazione” avviato dalla Santa Sede in terra garganica. Tanto è vero che viene escluso in ambienti di Casa Sollievo che il nuovo sostituto abbia la stessa delega esercitata da D’Ambrosio. Per cui le opere di Padre Pio dovrebbero ricominciare a “camminare da sole” dopo aver assorbito la impostazione del Vaticano riguardo alla gestione dei flussi di fedeli, all’accoglienza e a tutto il volume di affari che un simile movimento genera. 

L’ufficializzazione del suo trasferimento, D’Ambrosio l’ha posta subito dopo la festività di Pasqua e subito dopo la settimana di passione che ha sconvolto San Giovanni Rotondo con le due vittime del terremoto de L’Aquila. Quasi una nuova “resurrezione” per lui, che dopo aver “servito” in “casa sua”, adesso andrà a farlo a Lecce. Per il suo sostituto il nome è ancora top secret, ma sono in tanti pronti a giurare che sarà un vescovo pugliese: o della provincia di Foggia oppure di quella di Brindisi.
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