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In Puglia e Basilicata

Bari, stop produzione Coca-cola. Proteste

Bari, stop produzione Coca-cola. Proteste
Protesta contro la chiusura della Coca- Cola. I lavoratori dello stabilimento barese hanno manifestato ieri contro la decisione di interrompere la produzione nella zona industriale. Il sit-in si è svolto presso Confindustria, dove era in corso un incontro tra azienda e sindacati. L'accusa: «l'azienda vuole trasferire la produzione per guadagnare di più»

16 Aprile 2009

BARI - Protesta contro la chiusura della Coca- Cola. I lavoratori dello stabilimento barese hanno manifestato ieri contro la decisione di interrompere la produzione nella zona industriale. Il sit-in si è svolto presso Confindustria, dove era in corso un incontro tra i rappresentanti dell’azienda e le organizzazioni sindacali. La fabbrica di Bari ha 50 dipendenti tra operai e impiegati (erano 130 fino al 2007). La decisione fa seguito alla chiusura del sito di Reggio Calabria. 

Il sindaco Michele Emiliano si è recato sul posto per esprimere solidarietà ai lavoratori. Dichiara: «Siamo pronti a tutto per difendere i lavoratori. È un impianto modello per efficienza e sicurezza, che non ha mai portato perdite all’azienda e che continua ad essere capace di produrre guadagno. La decisione del trasferimento non è determinata da una situazione di crisi aziendale ma dal desiderio di guadagnare di più, saturando le linee produttive di un altro stabilimento attualmente sottoutilizzato». 
La valutazione: «Questo modo di ragionare prescinde dalle più elementari regole etiche e di marketing relazionale, perché spezza il legame tra un marchio, lo stabilimento e l’identità della nostra città». Secondo Emiliano «bisogna di evitare un errore che potrebbe portare a un grave nocumento di immagine per la Coca Cola, peraltro proprio nella città di San Nicola. Non si possono mettere a rischio dall’oggi al domani 50 posti di lavoro con un cinico tratto di penna». 

Sulla questione interviene pure l’Ugl. Il sindacato ritiene necessario aprire un tavolo nazionale per risolvere la vertenza degli stabilimenti della Socib di Bari e di Marcianise (Caserta). Secondo l’Ugl «bisogna mantenere in vita una realtà produttiva di questa portata». Il sindacato metterà in campo tutte le azioni possibili per difendere i livelli occupazionali. 

Lo stabilimento di Bari fa parte di un sistema industriale che fa capo alla società greca quotata in borsa Hbc. Fino al 2001 il centro di produzione barese era proprietà della famiglia Carofiglio (attraverso la società Sobib). Poi l’acquisizione da parte della Socib, allora guidata da Fabrizio Capua, che con la Puglia aveva assunto il controllo della produzione al Sud con gli stabilimenti anche in Calabria, Sardegna e Campania, l’avanzata piattaforma di Marcianise. Nel complesso un’azienda da 300 milioni di euro di fatturato. Appena 4 mesi fa, l’acquisizione della Socib da parte della Hbc nel cui consiglio di amministrazione siede anche il napoletano Antonio D’Amato, ex presidente nazionale di Confindustria. Lo stesso Fabrizio Capua è rimasto nell’azienda, delegato da Hbc a seguire i suoi interessi in Italia.
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