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In Puglia e Basilicata

Farmacista nega  latte per neonata

Farmacista nega  latte per neonata
Ecco la storia denunciata alla Gazzetta dalla famiglia Zurlo sfollata da Montesilvano (Pe), protagonista di questo assurdo episodio di assistenza negata in una farmacia di Trinitapoli.
• «Non hanno mai chiesto per favore, sono entrati con arroganza e superbia»

15 Aprile 2009

Spaventata dal sisma la mamma non riesce più a produrre latte per il nenonato che ha in braccio. Ma cosa accade in giorni in cui l'Italuia gronda solidareità verso le vittime del terremoto? Di seguito pubblichiamo il riepilgo di una vicenda che ha dell'incredibile: una donna, Rossana Zurlo, e suo marito, Vitantonio Bombino, la notte tra il 12 e il 13 aprile si sono rivolti alla farmacia di turno Brandi-Cirillo a Trinitapoli. Perchè? Per chiedere del latte artificiale, visto che la signora Rosssana non riesce ad allattare la sua piccola Cristina Pia (di soli 45 giorni) a causa dello spavento provocatogli dal sisma. La famiglia Bombino - Zurlo proviene da Montesilvano, nei giorni di Pasqua si è recata a Trinitapoli da alcuni famigliari. Il latte, però, incredibilmente loro viene negato: da qui la mail e la denuncia di cui diamo notizia. Si tenga conto che Federfarma all’indirizzo https://www.federfarma.it/Edicola/UltimeNotizie/Terremoto- in-Abruzzo--le-farma.aspx fornisce nozioni su come i farmacisti possono aiutare i terremotati. 

LA DENUNCIA

 «Lunedi 13 aprile, ore 00:08. Telefoniamo al numero 0883 (...) della farmacia di turno a Trinitapoli (Fg) in corso Garibaldi, io ero fermo vicino alla sede della farmacia e attraverso il telefono chiedevo del latte per la bambina, aggiornandoli che la mamma per lo spavento del terremoto non riusciva a produrre il suo di latte che sempre a causa delle continue scosse siamo tornati al paese di origine, la farmacista ci risponde ti sembra l’orario per venire a chiedere del latte? Io gli chiedo ancora una volta di darmi del latte altrimenti avrei sporto denuncia per il mancato servizio della farmacia notturna,mi risponde di andare a reclamare dove volevo tanto non mi avrebbe servito.
 
Alle 00:15 ci portiamo dalla guardia medica su suggerimento della vigilanza notturna di Trinitapoli, per chiedere la ricetta medica da portare alla farmacia di turno, il medico ci risponde di andare alla farmacia e chiedere il latte e non vi è bisogno di nessuna prescrizione o ricettario medico.

Alle ore 00:30 ritorniamo di nuovo con la bambina mia moglie e mia suocera sperando che conoscendo una del posto magari ci avrebbe dato il latte, citofoniamo e mia suocera ha chiesto cortesemente del latte per la bambina gli risponde il marito della farmacista mi dispiace io non le do niente e buonasera chiudendo la comunicazione.

Telefoniamo ai carabinieri di Trinitapoli chiedendo il loro intervento e spiegando loro quello che era accaduto e chi eravamo, dopo 5 minuti arriva un carabiniere accompagnato dal vigile notturno e nonostante la loro richiesta negavano il servizio anche a questi che gli faceva presente di avere un bimbo della stessa età, a questo punto i due marito e moglie titolari ci invitavano ad andarcene, mia moglie con la bimba che piangeva per la fame gli rispondeva che avremmo denunciato questa omissione, non ci è dato sapere le loro motivazioni fatto sta che il carabiniere chiede i documenti a tutti i presenti compreso i dati della bimba e ci portiamo presso il pronto soccorso di Cerignola (dell’ospedale Pino Tatarella, ndr) che sentendo piangere la bimba hanno provveduto immediatamente ad alimentarla senza chiedere chi eravamo e i motivi della richiesta del latte.
 
Veniamo a sapere che il marito della farmacista è l’avvocato Brandi (della farmacia Cirillo, ndr) nonché consigliere comunale a Trinitapoli, con la sua professione può fare l'arrogante? Con la sua carica istituzionale può avere un comportamento del genere nei confronti di chi chiede aiuto per una bambina di 45 giorni che ha avuto la sola colpa di avere fame a Trinitapoli e chiesto alla farmacista Cirillo del latte e non lo da manco a pagarlo a peso d'oro. Spero che diano delle spiegazioni in merito, per noi non ci saranno scusanti che possano sminuire il loro gesto».

 [Lettera firmata da Vitantonio Bombino e Rossana Zurlo genitori della piccola bambina di 45 giorni Cristina Pia Bombino]

• LA RISPOSTA: «Non hanno mai chiesto per favore, sono entrati con arroganza e superbia»
© RIPRODUZIONE RISERVATA

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