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In Puglia e Basilicata

Salento, tre biotunnel contro l'emergenza rifiuti

Salento, tre biotunnel contro l'emergenza rifiuti
Un’ordinanza della Provincia di Lecce punta a rimettere in moto il ciclo inceppato. Raddoppia per due giorni la quantità degli scarti da destinare a Grottaglie. Intesa con i gestori degli impianti: la lavorazione della frazione secca sarà portata da 3 a 6 giorni
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15 Aprile 2009

Arriva da Bari uno spiraglio per l’emergenza rifiuti nel secondo Ambito territoriale. Ma i disagi restano in agguato e l’apparente calma che si percepisce nei 46 comuni dell’Ato potrebbe tramutarsi in una nuova bufera se il ciclo transitorio disposto dal commissario Nichi Vendola non riuscirà a sincronizzare al più presto i suoi meccanismi, fino a ieri ancora inceppati. Superato il problema della destinazione della frazione organica - che per un mese verrà trasportata nella discarica Ecolevante di Grottaglie - la questione si era concentrata nei giorni scorsi sulla frazione secca da trasformare in combustibile da rifiuto nel nuovo impianto “Pro - getto Ambiente” di Cavallino. A detta dei gestori della struttura cavallinese la biostabilizzazione dei rifiuti provenienti dall’Ato Le 2 risultava inadeguata. Troppo pochi tre giorni di “incubazione” per la frazione secca, che manteneva un grado di umidità superiore ai parametri necessari per poter procedere alla trasformazione in Cdr. 

E così, ieri pomeriggio, la Regione ha deciso in accordo con le ditte di allungare a sei i giorni del trattamento. Questo consentirà all’impianto di Cdr di accogliere gli scarti provenienti da Poggiardo, fino ad ora stipati nei biotunnel senza la possibilità di uscirne per le condizioni poste dall’impianto di Cdr. Già nelle passate settimane la saturazione dell’impianto Sud Gas aveva determinato una serie di disagi a catena: lunghe file di autocompattatori a Poggiardo, attese interminabili per scaricare i rifiuti, servizi di raccolta a singhiozzo nei comuni. Una situazione da tempo in bilico che rischiava di esplodere nei giorni di Pasqua ma che fortunatamente si è riusciti a tenere sotto controllo grazie anche a misure straordinarie adottate dai sindaci dei comuni, dalla Provincia e dai gestori degli impianti. 

Ma anche ieri non sono mancati i disagi. Molti dei camion arrivati a Poggiardo non sono riusciti a scaricare, altri hanno atteso per quasi dieci ore. Si è così arrivati al vertice di Bari e alle decisioni che dovrebbero sbloccare sin da oggi la condizione di stallo degli impianti. All’incontro tenuto alla Regione hanno partecipato il commissario Nichi Vendola, il presidente della Provincia Giovanni Pellegrino, gli assessori Michele Losappio e Gianni Scognamillo, ed i rappresentanti delle ditte che gestiscono gli impianti a Poggiardo e Cavallino. 

Ma vediamo cosa cambierà. «L’ordinanza di Vendola - rammenta Scognamillo prevedeva che la frazione secca dell’Ato 2 venisse stabilizzata in tre biotunnel presso l’impianto Ambiente e Sviluppo di Cavallino. La qualità del prodotto, trattato solo per tre giorni, era stato tuttavia contestato dai gestori dell’impianto di Cdr. A Bari si è raggiunta una diversa intesa, per la quale la Provincia emanerà ora un’ordinanza. In particolare - spiega l’assessore - viene previsto che il rifiuto secco verrà stabilizzato per sei giorni e non più non più per tre. L’obiettivo si raggiungerà utilizzando tre biotunnel di Cavallino e tre biotunnel di Poggiardo. Poiché ogni tunnel corrisponde sostanzialmente al fabbisogno di una giornata, la disponibilità di sei biotunnel consentirà di allungare fino a sei giorni il ciclo di trattamento. Inoltre - aggiunge Scognamillo - l’Arpa inizierà da domani ad effettuare i prelievi in tutti gli impianti, sia a Cavallino che a Poggiardo, verificando le caratteristiche e le qualità delle varie frazioni, dall’umido al secco, fino al combustibile da rifiuto. Entro dieci o quindici giorni l’Arpa dovrebbe dirci quali sono gli esiti delle analisi». 

E a questo punto si tratterà di analisi molto dettagliate. «I riscontri verranno effettuati presso laboratori nazionali altamente specializzati - fa sapere l’assessore all’Am - biente - in modo da essere sicuri dei risultati». 

Ma cosa accadrà da oggi? « L’impianto di Cdr - fa sapere Scognamillo - accoglierà la frazione secca contenuta già da sei giorni nei bioutunnel di Cavallino. Nel frattempo, i rifiuti secchi trattati per tre giorni nei biotunnel di Poggiardo verranno inviati a Cavallino dove stazioneranno per altri tre giorni prima di essere avviati a produzione di cdr». Uno scatto in avanti dovrebbe registrarsi da oggi anche per la frazione organica. «Per poter recuperare il ritardo accumulato nei giorni scorsi - riferisce l’assessore - la discarica di Grottaglie accoglierà per due giorni il doppio delle quote provenienti da Poggiardo. Queste soluzioni - auspica Scognamillo - dovrebbero rimettere in moto il ciclo che negli ultimi giorni andava avanti in maniera stentata». [p.b.]
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