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In Puglia e Basilicata

Donatello, dalla Puglia per danzare con i Momix

Donatello, dalla Puglia per danzare con i Momix
di LIVIO COSTARELLA
«Grazie a Fiorello ho incontrato Moses Pendleton» racconta il ballerino. «Bothanica» da questa sera a domenica al Piccinni di Bari per la Camerata

15 Aprile 2009

di LIVIO COSTARELLA 

Da Fiorello a Sun Flower Moon, sino a Bo- thanica. Sembra uno scherzo del destino, ma c’è sempre una componente legata ai fiori e alla natura nel percorso di Donatello Iacobellis e Simona Di Tucci, unici due italiani presenti da cinque anni nel corpo di ballo dei Momix e assistenti di Moses Pendleton, creatore della celebre compagnia. Iacobellis, inoltre, è pugliese (nato a Castellaneta Marina), ha mosso i primi passi nel «Centro Culturale Arabesque» di Gioia del Colle, ha continuato a studiare in tutto il mondo per poi esibirsi come primo ballerino nelle più importanti trasmissioni tv di Rai e Mediaset. Li abbiamo incontrati prima che inizi la settimana barese di Bothanica, l’ultima invenzione di Pendleton che debutterà oggi, alle 21 e registrerà altre sei repliche sino a domenica 19 aprile, al teatro Piccinni per la Camerata. 
danza Momix
«È curioso – confessa Di Tucci, originaria di Gaeta -, ma anche Fiorello ripete sempre di averci portato fortuna!». Iacobellis, nel 2004, era il primo ballerino (insieme alla danzatrice campana) in Stasera pago io - Revolution, il programma condotto dallo showman siciliano. Fu lì che avvenne l’incontro con Pendleton, che li volle con sé per la preparazione di Sun Flower Moon, il precedente spettacolo dei Momix andato in scena per ben cinque anni. Pendleton vuol dire anche Washington, Connecticut (negli Stati Uniti), dove ha impiantato la sede della compagnia: lì tutti i componenti si ritrovano per studiare le nuove coreografie. «È una ex grande stalla – spiega Iacobellis - , completamente immersa nella foresta. Lì, nella totale immersione con la natura, nascono le nostre ispirazioni». Tuttavia è noto che i singoli quadri sono frutto anche della creatività di ogni danzatore. «Infatti è un lavoro d’equipe e molte coreografie – prosegue l’ar tista pugliese – nascono dalla nostra improvvisazione. Moses ci riprende con una videocamera, poi riguarda il materiale e interviene con le sue idee». 

Ma cosa c’è dietro la confezione di uno spettacolo così impegnativo della durata di due ore? «Tantissimi sacrifici – prosegue - e una giornata di lavoro che inizia alle 9,30 della mattina, con una lezione di classico, e prosegue sino a tarda sera con una sola ora di pausa». «Fisicamente siamo pronti a reggere anche i ritmi di sette repliche in cinque giorni – aggiunge Di Tucci – e dopo Bari ci attende un mese intero al Joyce Theatre di New York, tre settimane in Cile, il ritorno a luglio e agosto in Italia, a fine anno saremo in Spagna e poi nel 2010 toccheremo tutte le altre principali città europee». E se entrambi, da grandi, sognano di diventare i coreografi di una propria compagnia, la dimensione onirica dei Momix li accompagnerà ancora per molto. 

«Bothanica ha sicuramente un forte messaggio ecologico – conclude il danzatore pugliese – ma per me è anche una passeggiata nelle quattro stagioni, tra fiori danzanti, api impazzite e conchiglie di ogni tipo. Ogni stagione avrà un colore diverso, così come le musiche, da Vivaldi a Brian Eno, dal Buddha Bar a Peter Gabriel ».
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