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In Puglia e Basilicata

Bollo auto, i pugliesi  non fanno più i furbi

Bollo auto, i pugliesi  non fanno più i furbi
di MASSIMILIANO SCAGLIARINI
In 9 anni boom di entrate: così la Regione ha sconfitto gli evasori. Dal 1999 pagamenti cresciuti del 37%: «Ormai abbiamo scoraggiato i ricorsi». Il numero di cartelle inesigibili è crollato e si aggira tra il 5 e l’8%, tra i più bassi d’Italia

15 Aprile 2009

di MASSIMILIANO SCAGLIARINI 

BARI. Dal 1999 a oggi i pugliesi hanno pagato quasi 100 milioni in più di tasse automobilistiche. Ma, almeno per una volta, non si tratta di cittadini tartassati: negli ultimi 9 anni, infatti, in Puglia il bollo auto hanno cominciato a pagarlo un po’ tutti. Meno furbi, e più soldi nelle casse della Regione che per il 2009 ha previsto di incassare 350 milioni, 50 in più rispetto allo scorso anno. Da questo punto di vista la Puglia è effettivamente tra le migliori regioni d’Italia. Lo dicono i numeri, che dal 1999 - anno del passaggio di competenze - hanno visto un incremento costante del gettito: +36,8% in 8 anni. Se si considera che dal 1999 ad oggi il parco veicoli circolanti è cresciuto di circa 150mila unità, e che dal 2000 al 2007 oltre 15mila veicoli hanno avuto l’esenzione totale del bollo (che spetta ai disabili), è facile farsi un’idea del fenomeno. Certo, la potenza media negli ultimi 8 anni è cresciuta (il bollo si paga sulla potenza del motore), e nel 2007 le tasse automobilistiche sono state aumentate per «incoraggiare» i proprietari a comprare veicoli meno inquinanti. Ma l’età media delle auto, in Puglia, è di 9 anni, una delle più alte d’Italia: insomma, al netto degli incrementi fisiologici, i pugliesi hanno «imparato» a pagare il bollo. 
le tasse automobilistiche in Puglia
E buona parte del merito è della Regione. «Noi proviamo a lavorare per il cittadino», dice Angelo Disanto, dirigente dell’ufficio tasse automobilistiche che dipende dal settore Finanze diretto da Mario Aulenta. A chi «dimentica » di pagare il bollo, la Regione invia prima di tutto un avviso bonario: «L’anno scorso ne abbiamo mandati 440mila, una semplice lettera che ci ha permesso di recuperare 15-20 milioni l’anno». Se però il pagamento non arriva, parte l’avviso di accertamento, 272mila nel 2008: il 60% viene poi iscritto a ruolo e diventa cartella esattoriale. E qui si innesta il contenzioso in Commissione tributaria, che - in questo settore - vede la Regione quasi sempre vincente: nel 2008 la Puglia ha avuto ragione nell’80% dei ricorsi. 

Il segreto? «Prima del 1999 - dice Disanto - per non pagare era sufficiente che il cittadino dichiarasse di non aver ricevuto l’accertamento: l’Agenzia delle Entrate non era in grado di dimostrare la notifica. Noi abbiamo stipulato un accordo con Poste, che include la microfilmatura della relata di notifica: quindi chi impugna la cartella dicendo “non ho ricevuto nulla” or mai perde tempo». Il numero di cartelle inesigibili è crollato e si aggira tra il 5 e l’8%, tra i più bassi d’Italia: ditte fallite, persone decedute o trasferite, ma pochissimi furbi. Per l’anno di imposta 1999 (nel 2005) sono state notificate 98mila cartelle, per i bolli del 2002 - lo scorso anno - la Regione è salita a 112mila. Entro settembre partirà la notifica delle cartelle relative al 2003, i cui accertamenti sono stati inviati nel 2006. «Dal 2002 - dice Di Santo - anche l’iscrizione a ruolo è diventata più chiara: abbiamo battagliato con Equitalia, ma alla fine abbiamo ottenuto che la cartella riporti la targa e l’anno dell’omesso pagamento». Nel bilancio preventivo 2009 la Regione ha iscritto 50 milioni in più di tasse automobilistiche, pari all’extragettito registrato nel 2007 rispetto al 2006: il dato definitivo del 2008 non è ancora disponibile, ma dovrebbe aggirarsi sui 370 milioni. Oggi il bilancio riprende l’iter nelle commissioni, dopo il rinvio alla vigilia di Pasqua per mancanza di numero legale: venerdì è previsto il passaggio in prima commissione, che dovrà dare l’ok per l’approdo in Consiglio previsto per il 23 e 24.
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