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In Puglia e Basilicata

Operaio barese torturato e ucciso

Operaio barese torturato e ucciso
BARI - Maurizio Bove, operaio barese di 36 anni, è morto lentamente, soffrendo tantissimo, per dissanguamento. L'assassino (o magari gli assassini) gli ha praticato sul corpo 53 "tagli". Non coltellate profonde - come si era detto in un primo momento - ma decine di tagli, su tutto il corpo. Il decesso è avvenuto nella notte tra il 10 e l'11 aprile scorsi. Il cadavere, completamente nudo e martoriato, è stato trovato dai carabinieri, allertati da alcuni conoscenti della vittima, 24 ore dopo. Bove non aveva precedenti, era una persona perbene. Secondo gli investigatori chi l'ha ucciso potrebbe avere a che fare con gli ambienti omosessuali che Bove frequentava

14 Aprile 2009

BARI – L'assassino o gli assassini hanno avuto con la vittima prima una colluttazione. Poi l’hanno immobilizzata e le hanno inferto 53 "tagli" sul corpo. È morto così, dissanguato, Maurizio Bove, operaio barese di 36 anni, noto solo per le sue frequentazioni in ambienti gay. Il decesso è avvenuto nella notte tra il 10 e l’11 aprile scorsi nella sua abitazione in via Damiani, al rione Stanic di Bari. Ma il cadavere, completamente nudo, è stato trovato dai carabinieri, allertati da alcuni conoscenti della vittima, solo 24 ore dopo. Il corpo era riverso nel vano d’ingresso dell’appartamento. La casa era piena di sangue. E nessun vicino ha sentito provenire dall’abitazione urla o richieste di aiuto. Ma quello che ha colpito gli investigatori è che sul cadavere non sono state trovate coltellate inferte con ferocia belluina, così come si era saputo inizialmente, ma tagli non molto profondi fatti come se il sicario (o i sicari) avessero voluto tracciare delle piccole linee. 

I tagli, forse, sono stati fatti con un coltello da cucina, che al momento non sarebbe stato trovato. Inoltre, nell’appartamento sono state trovate tracce di sangue un pò dappertutto. Circostanza questa che confermerebbe l'ipotesi di una serie continua di violenze compiute sull'uomo. Questi – secondo gli investigatori – forse conosceva i suoi assassini e li avrebbe fatti entrare in casa. 

Stando alle ultime ipotesi, potrebbe essere rincasato con uno o più uomini che sono poi diventati i suoi aguzzini. Oggi, nella parrocchia Santa Rita del rione Stanic, si sono svolti i funerali di Bove, ormai noto agli investigatori per le sue frequentazioni con uomini e donne gay e che – secondo alcuni testimoni – era innamorato di un uomo. 

I carabinieri del nucleo investigativo stanno compiendo indagini per risalire all’arma del delitto e stanno acquisendo i tabulati telefonici dell’uomo per individuare gli ultimi contatti avuti. Sul cadavere – a quanto è dato sapere – non sono state trovate tracce biologiche dei presunti assassini. Alcuni coltelli da cucina sarebbero stati sequestrati e su di essi sarebbero stati compiuti accertamenti con il Luminol, che avrebbe al momento escluso la presenza di sangue su lame e manici.
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