Martedì 09 Agosto 2022 | 03:37

In Puglia e Basilicata

Bari, sposa solo per 11 mesi il giudice nega l'assegno

Bari, sposa solo per 11 mesi il giudice nega l'assegno
di LUCA NATILE
Il giudice del tribunale civile ha sentenziato nei giorni scorsi che quel periodo così breve di convivenza sotto lo stesso tetto non ha rappresentato un «vincolo» sufficiente perché venga riconosciuto a Grazia S. un assegno di mantenimento. Alla «verde» età di 54 anni può provvedere a se stessa senza dover gravare sulle economie del marito

14 Aprile 2009

di LUCA NATILE

BARI - Una condanna per contrabbando e il carcere le hanno portato via tutto: la libertà per tre anni, un marito molto più giovane di lei che l’aveva impalmata da appena 11 mesi e persino il diritto di ricevere gli alimenti da quell’uomo che dopo averle promesso eterno amore se l’è data a gambe, rifacendosi una vita lontano da lei. E dire che Grazia S., 54 anni, nell’agosto del 2006 era stata la prima carcerata barese a riacquistare la libertà grazie all’indulto. Uno «sconto» di tre anni che le aveva dato la possibilità di tornare sotto il tetto coniugale (che poi era il suo, anzi della madre invalida) con un buon anticipo rispetto alle previsioni. La coppia aveva ripreso il collaudo di quel menage matrimoniale prematuramente interrotto «causa forza maggiore». 
I tentativi di riallacciare le trame di una convivenza, che aveva funzionato assai bene nei primi undici mesi, sono naufragati. Al tempo del matrimonio, entrambi sapevano che sulla loro unione incombeva lo spettro di un processo per traffico di tabacchi lavorati esteri che vedeva la donna tra gli imputati. Entrambi sapevano che la loro felicità era a rischio, minacciata da una sentenza che prima o poi sarebbe arrivata. 

Quando il verdetto dei giudici li ha separati e la donna è stata rinchiusa in carcere l’amore non ha resistito. Lui è andato via, ha cambiato città ed ha trovato un lavoro fisso. La signora Grazia è rimasta da sola, addio matrimonio e addio vita coniugale che l’aveva resa felice per un periodo troppo breve. La sua vita è tornata al grigiore di una quotidianità fatta di gesti e azioni sempre uguali; di una madre invalida da assistere; di un lavoro che non c’è. In tutto questo ha preso il via la battaglia legale per la causa di separazione. Il giudice del tribunale civile ha sentenziato nei giorni scorsi che quel periodo così breve di convivenza sotto lo stesso tetto non ha rappresentato un «vincolo» sufficiente perché venga riconosciuto a Grazia S. un assegno di mantenimento. Alla «verde» età di 54 anni può provvedere a se stessa senza dover gravare sulle economie del marito. Questa la motivazione principale alla base del diniego. Una decisione contro cui la donna, assistita e difesa dall’avvocato Daniela Castelluzzo ha deciso di appellarsi.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Lascia un commento:

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Carica altre news...

 

PODCAST

 

PRIMO PIANO

 
 
 
 
- News dai Territori -
 
Editrice del Mezzogiorno srl - Partita IVA n. 08600270725